Pastore

Il Risorgimento del Flaco

Calcio Italiano I Personaggi PSS Slider

La prima Roma della gestione Fonseca ha dovuto affrontare, oltre allo scetticismo e al poco entusiasmo della piazza, anche una lunga serie di infortuni che ne ha minato l’equilibrio soprattutto a centrocampo, visti i lunghi stop a cui sono stati costretti dei punti cardine come Pellegrini e Cristante, oltre anche alla distorsione del menisco occorsa a Diawara. Ecco come l’allenatore portoghese ha dovuto inventarsi un colpo da maestro per sopperire a queste assenze, riuscendo a tirare fuori dal cilindro un coniglio d’oro che risponde all’identikit di Javier Pastore.

El Flaco, dopo la scorsa e deludente stagione fatta di 17 presenze e 4 gol, ma soprattutto di pessime condizioni, aveva pressoché saltato tutto il precampionato, vivendo in pratica la realtà Roma da separato in casa. Il neo ds Petrachi si era trovato imbrigliato dai 24 milioni spesi l’estate scorsa da Monchi per portarlo all’ombra del Colosseo, non riuscendo nel tentativo di piazzarlo altrove per rientrare dei costi sostenuti.

Questi infortuni hanno invece spalancato clamorosamente le porte all’argentino, schierato titolare nei turnover Europa League ma con maggiore stabilità anche in campionato. Grazie a questa continuità, il nativo di Córdoba ha potuto rimettersi in gioco con più tranquillità e serenità. Sono arrivate così delle ottime prestazioni contro il Milan e nella sfavillante vittoria romanista per 4-0 sul campo dell’Udinese.

In entrambi gli incontri El Flaco è risultato essere tra i migliori in campo, oltre ad essersi rivelato un autentico faro per i compagni sia in fase di impostazione bassa che in fase di rifinitura al limite dell’area. Nonostante due errori in zona gol che si sarebbero potuti rivelare gravi per l’andamento delle partite, il suo contributo è stato sicuramente fondamentale per le vittorie giallorosse. Emblematico è l’assist praticamente inventato per il gol di Kluivert ad Udine, nato dopo una bellissima uscita corale della squadra da una situazione difensiva.

Contro il Napoli Pastore ha dato ancora una volta continuità alle proprie prestazioni, risultando uno dei migliori in campo nell’ottima vittoria giallorossa. Il dato che balza di più all’occhio è sicuramente il computo dei palloni recuperati, 11 in totale, una cifra che solo nel lontano 2010 El Flaco era riuscito a raggiungere. L’argentino non ha mai mollato su nessun pallone e anzi ha ripiegato spesso e volentieri nella propria metà campo per dare sostegno ai vertici bassi del centrocampo e anche alla difesa.

Offensivamente, Pastore sembra essere tornato quello che aveva convinto nel 2011 il Paris Saint-Germain a spendere ben 42 milioni di euro. Fonseca l’ha liberato da specifiche disposizione tattiche, lasciandolo così libero sia di poter svariare per tutto il campo per poter dar inizio a manovre in contropiede, sia di gravitare intorno a Džeko lungo tutta la trequarti, in modo da liberarsi della marcatura avversaria e di poter eventualmente servire in profondità gli esterni.

La prestazione contro i partenopei è stata indicativa della rinascita che sta vivendo Pastore: per la prima volta dal 2015 è infatti sceso in campo da titolare per quattro partite consecutive. La cosa più importante per il morale del giocatore è però la standing ovation che il suo pubblico gli ha finalmente concesso dopo un intero anno costellato di critiche e fischi. Il cammino del Flaco verso il ritrovamento della sicurezza e della forma migliore è certamente appena iniziato, intanto però Fonseca si gode il suo numero 23, il pittore in grado di continuare a dipingere la favola di questa nuova Roma.



Condividi su...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter