Merson

Paul Merson, caduta e rinascita

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Prima metà degli anni ’90, l’Arsenal di George Graham è una delle squadre inglesi più forti dal dopoguerra, riesce infatti in pochi anni a portare all’ombra di Highbury due campionati e diverse coppe, ma nel corso degli anni inizia a calare di rendimento: il problema non è né tattico né tantomeno tecnico, il problema è legato all’alcol.

L’uso di alcol da parte dei giocatori era diventato abitudinario, li aveva trasformati in dei veri e propri alcolizzati, chi più e chi meno, ma la regola dopo le partite era semplice: “Se perdono bevono, se vincono bevono, se pareggiano bevono”, con la media di 15 birre bevute dopo ogni partita.

 

La parabola discendente

Chi ne risente maggiormente è Paul Merson, giovane centrocampista offensivo londinese, che cade prepotentemente in questo vortice, e basta davvero poco per trasformare quelle quantità smisurate di alcol in droga.

Quella robaccia che assume consuetudinariamente inizia ben presto a farsi sentire in campo, le prestazioni peggiorano, perde il posto da titolare, ma soprattutto, perde la fiducia della sua famiglia, che lo abbandona.

È il 1994, è una fredda notte invernale, Merson non riesce più ad accettare quello che è diventato, pensa ci sia solo un modo per redimersi da quest sconfitta che sta subendo dalla vita: harakiri. È in macchina, viaggia a 140 km orari, cerca un muro, lo trova, si schianta.

Ma Paul non muore, riesce miracolosamente a sopravvivere, e la sua vita cambia drasticamente.

 

La rinascita

L’incidente gli ha permesso di capire l’importanza della vita, l’importanza dei valori e soprattutto l’importanza di stare lontano dalla spasmodica ossessione per alcol e droghe, o meglio, lui quelle cose le aveva già capite, l’incidente era la sua personale soluzione finale nei confronti di una vita che aveva trasgredito tutto questo, ma gli è stata data una seconda chance.

Merson, aiutato dall’Arsenal e dalla federazione inglese, riesce a riprendersi la sua vita, viene riammesso in rosa, torna a giocare. Non tornerà mai ai suoi massimi livelli, ma condurrà una seconda parte di carriera di tutto rispetto, con il coronamento del riscatto che arriva nel 1998, con la convocazione ai Mondiali di Francia.

Paul Merson ha avuto la possibilità di ricominciare, ma questo non deve però essere il pretesto per sbagliare, perché la vita ha concesso a Paul una seconda possibilità, ma la sua storia è una grande eccezione, molto più spesso il fine di queste storie non è lieto.

 

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