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11 giocatori che meriterebbero la permanenza in Serie A

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Con il campionato fermo tutti i verdetti sono sospesi, e tra le lotte più avvincenti c’è sicuramente quella per non retrocedere. Questo lo si deve in parte alla piccola impresa che sta facendo il Lecce di Liverani, che ad inizio anno era la prima indiziata alla retrocessione, ed in parte al demerito delle due squadre liguri. Il Genoa ha pagato le scelte dirigenziali di inizio anno ma grazie all’arrivo di Nicola ha cambiato passo, la Sampdoria continua la sua stagione anonima con momenti più bassi che alti. Tuttavia se il campionato finisse oggi a retrocedere sarebbero Brescia, Spal e Lecce. Quali tra i giocatori di queste tre squadre meriterebbero la permanenza in Serie A? Ecco una formazione tipo schierata con un 4-2-3-1. Sono fuori da questa formazione tutti i giocatori in prestito che comunque il prossimo anno rimarranno in A come Petagna, Di Francesco e Berisha.

Jesse Joronen – Brescia

Una delle poche scelte su cui non ci sono stati grandi dubbi. Da una parte perché Gabriel del Lecce non ha dato grandi garanzie, dall’altra perché lui si è imposto subito come un dei migliori del campionato. Ciò che maggiormente preoccupava di lui era la sua reazione al salto di categoria, venendo dal campionato danese, ma il finlandese ha risposto subito presente. Molto bravo soprattutto tra i pali, è bravo anche a chiudere lo specchio della porta agli avversari quando va in uscita. Inoltre non è da dimenticare l’abilità nel parare i rigori. Fu lui ad eliminare l’Atalanta ai play-off di Europa League parando i rigori del Papu Gomez e di Cornelius. Insomma un buon impatto con le squadre italiane lo aveva già avuto. Ora vediamo come continuerà la sua avventura.

Stefano Sabelli – Brescia

L’esordio in Serie A è arrivato nel 2016 con il Carpi, ma la sua prima vera stagione da titolare in A la sta vivendo questo anno. Il terzino romano classe ’93 è un vero fattore su quella fascia. La maggior parte delle azioni del Brescia si sviluppano su quel lato e non è un caso. Affidabile in fase difensiva, il meglio arriva però quando ha la possibilità di attaccare. Ciò che lo distingue sono le capacità fisiche abbinate ad una buona tecnica. Spesso lo vediamo cercare il fondo per i suoi cross. Le sue qualità migliori si mostrano quando viene innescato sulla corsa, in quel caso diventa difficile fermarlo. Con 62 falli subiti è il terzo giocatore in questa classifica alle spalle di Belotti e Castrovilli. La strada per raggiungere la A è stata lunga ma ora l’ha raggiunta e sicuramente non vuole abbandonarla.

Andrea Cistana – Brescia

È il secondo più giovane della formazione, classe 1997, è alla seconda stagione con il Brescia, la prima in A. L’anno scorso si era imposto come uno dei migliori difensori centrali del campionato di B, la società ha creduto e lo ha riconfermato titolare anche in A, e lui non ha tradito, almeno inizialmente. Fino a novembre aveva impressionato, da lui partiva la manovra dal basso e spesso lo si vedeva spingersi in avanti, ma i continui cambi in panchina hanno destabilizzato tutta la squadra e anche il suo rendimento ne ha risentito. Tutto però lascia pensare che le potenzialità ci siano ed il tempo è dalla sua per poterle esprimere. Difensore rapido e bravo con i piedi, Cistana è molto moderno nell’interpretazione del ruolo, nella ricerca sistematica dell’anticipo a 30/40 metri dalla porta come nel tentativo di avviare sempre la prima costruzione da dietro, grazie ad un piede molto educato – 84% di precisione nei 41 passaggi effettuati di media a partita. Grazie alla sua progressione in campo aperto permetteva al Brescia di Corini di giocare con la linea difensiva sempre molto alta. L’ideale per lui sarebbe essere affiancato da uno stopper vecchia maniera che sappia dettare i tempi di gioco, in questo modo Cistana potrebbe esprimere al meglio le sue indiscusse qualità. Se dovesse diminuire gli errori di concentrazione non sarebbe certo una sorpresa vederlo in Nazionale.

Francesco Vicari – SPAL

Con 85 presenze in A è l’unico di questa rosa che prima di quest’anno aveva superato le 10 presenze da titolare in A. Voluto da Semplici nell’anno della vittoria della B, è l’unico titolare rimasto da quel lontano 2016. In questo momento è il vice capitano alle spalle di Floccari, nonostante in squadra siano presenti giocatori più “anziani”, questo ne sottolinea il carisma e la leadership. Nonostante sia stato a lungo il più giovane dei tre centrali titolari – discorso che adesso non è più valido, visto l’arrivo di Bonifazi –, è il faro difensivo della squadra, colui che detta i tempi alla linea difensiva. I suoi 190 cm lo rendono quasi invincibile nei duelli aerei, ma nonostante l’altezza la caratteristica che lo fa maggiormente apprezzare è l’abilità con i piedi. C’è stato l’avvicendamento in panchina tra Semplici e Di Biagio ma una cosa non è cambiata, se Vicari sta bene è insostituibile. Se lasciato solo a campo aperto rischia di andare in sofferenza, ma in una difesa aggressiva può diventare un fattore decisivo. Si pensava andasse in difficoltà in uno schieramento di difesa a 4 piuttosto che a 3 come era abituato, invece ha  risposto positivamente alla prima da titolare con Di Biagio, conclusasi con la vittoria dei suoi sul Parma per 1-0. Formerebbe una coppia complementare con Cistana. L’esplosività del primo con la leadership del secondo… chissà che qualche squadra non ci abbia già fatto un pensiero.

Marco Calderoni – Lecce

Classe 1989, è un altro dei tanti che ha assaporato la massima Serie da giovanissimo, a soli 20 anni, ma si appresta ora a vivere la prima vera stagione da titolare in A. Non è un fuoriclasse ma un giocatore di rendimento, mister Liverani si affida molto a lui, soprattutto in fase di spinta. Il Lecce propone un gioco offensivo che richiede al suo terzino una buona abilità di palleggio ed ottime capacità fisiche, non è un caso infatti che Calderoni sia il terzo giocatore del Lecce ad aver corso in media più km durante una partita. Se c’è però una qualità che lo distingue, questa è sicuramente il tiro da fuori: quando lo prova diventa sempre insidioso per i portieri avversari, poiché è dotato di un tiro secco e potente. Il gol contro il Milan ne è un’immagine. Essendo un terzino di spinta, soffre un po’ in fase di contenimento, e questo è probabilmente il suo peggior difetto. Dopo anni di gavetta è finalmente giunto in A, e adesso vorrà tenersela stretta con il suo Lecce.

Sandro Tonali – Brescia

Il più giovane di tutti ma anche quello che sembra più pronto al salto di qualità. Molti erano curiosi nel vedere il suo approccio alla Serie A, e che dire… le capacità tecniche si conoscevano ma ciò che ha colpito è la padronanza con cui dirige il centrocampo. Inoltre il dubbio più grande si aveva sul ritmo e sulla sua velocità di esecuzione, invece ha stupito tutti anche da quel punto di vista: il ritmo si è raddoppiato e lui ha raddoppiato i suoi tempi di gioco, riuscendo ad abbinare ad una qualità sopra la norma, una grande cattiveria agonistica. E poi ci sono le statistiche a parlare per lui: 5 assist, 11.284 metri percorsi in media a partita – il nono in Serie A – e 60 falli subiti – il quarto in questa speciale classifica alle spalle del suo compagno Sabelli. I numeri impressionano, i fatti ancora di più. Tutto è dalla sua parte per poter diventare un giocatore importante, ora sta a lui continuare a dimostrarlo.

Jacopo Petriccione – Lecce

Forse uno dei nomi più a sorpresa di questa rosa. Ha fatto in parte un percorso inverso a quello di Cistana: dopo un adattamento complicato alla Serie A, da novembre ha iniziato ad imporsi nel suo Lecce ed i risultati si sono visti, da quando i giallorossi hanno iniziato a macinare punti lui è cresciuto, il prossimo passo sarà quello di trascinare la sua squadra nei momenti di difficoltà. È un giocatore importante nello scacchiere di Liverani, non è un caso che è stato lo stesso allenatore romano a volerlo a tutti i costi nel suo Lecce. Petriccione abbina quantità a qualità, è la mezzala perfetta il gioco di Liverani, abile a recuperare palloni e preciso nell’innescare i compagni – sono già 4 gli assist effettuati in questa stagione. Attualmente il suo difetto più grande è la perdita di concentrazione durante la partita, tiene troppo il pallone o sbaglia passaggi semplici, ma sono errori che servono per la crescita di un giocatore. In questi giorni si è parlato di un interessamento nei suoi confronti da parte di Sampdoria e Genoa, per il futuro c’è tempo, ora l’obiettivo è salvare il Lecce, e ciò passerà anche attraverso le sue prestazioni.

Filippo Falco – Lecce

Il fantasista della squadra. Molti erano convinti che facesse prima il salto di categoria, ma come si dice in questi casi meglio tardi che mai, perché non vedere un giocatore di tale spessore ad alti livelli sarebbe stato un enorme peccato. Ciò che lo ha frenato sono stati sia i continui infortuni e soprattutto la troppa discontinuità nell’arco di una stagione. Quando Falco è in giornata può far vincere la squadra da solo: dribbling nello stretto, cambio passo bruciante, sinistro chirurgico. Il meglio lo esprime partendo da destra per rientrare sul sinistro, tuttavia le due immagini ioniche che abbiamo di lui in questa stagione sono due azioni che partono dalla sinistra. La prima è lo spettacolare goal che sigla contro il Torino, nella vittoria del suo Lecce per 4-0 sui granata. Parte dalla sinistra, si accentra sulla destra e lascia partire un bolide che si incastona sotto l’incrocio dei pali. La seconda è l’azione che lo ha presentato in Serie A nella prima partita con l’Inter. Dribbling stretto tra Candreva e Skriniar e cross concluso in un nulla di fatto, ma in quei 5 secondi c’è tutta la qualità di Falco: palla inchiodata al mancino, cambio di passo bruciante e capacità di smaterializzarsi e di riapparire dietro al difensore. Come dice Benito Carbone, è un ragazzo capace ancora di divertirsi con il pallone tra i piedi, ma soprattutto di divertire gli altri, e speriamo che continui a farlo ancora per molto.

Marco Mancosu – Lecce

Il suo esordio in Serie A avvenne nel lontano 2007, ad appena 18 anni, la partita era Ascoli-Cagliari, finita 2-1, il gol dei sardi lo segnò proprio lui dopo 14′, un colpo di testa dopo una delle sue classiche incursioni. Sembrava la nascita di un predestinato ed invece per potere vedere Mancosu protagonista in Serie A sono passati 13 anni. In mezzo tanta, tantissima gavetta… forse troppa. Un giocatore con colpi balistici importanti, basta andare a rivedere la punizione che sigla contro il Napoli: una botta dai 30 metri che si infila sotto il sette lasciando il portiere immobile. Abile nei movimenti senza palla e nelle incursioni, il suo punto di forza maggiore è probabilmente un’ottima coordinazione che gli permette di essere molto efficace anche da notevoli distanze. Per essere un trequartista ha una media gol invidiabile, uno ogni 189 minuti. Dopo anni di gavetta una riconferma in Serie A sembra più che dovuta.

Gabriel Strefezza – SPAL

È un esterno destro a tutta fascia, ma lasciarlo fuori da questo undici sembrava un’ingiustizia, e allora in questa ipotetica formazione lo mettiamo esterno alto a sinistra, ruolo che non è così fuori luogo per lui. Il brasiliano classe 1997 ha infatti giocato spesso anche sull’out di sinistra, posizione che gli permette di rientrare sul destro e calciare in rete – un esempio è l’azione che compie al 20′ del primo tempo in Torino-Spal. Ad inizio anno si pensava che la partenza di Lazzari sarebbe stata pagata a caro prezzo dalla SPAL, e invece è stato trovato un degno sostituto. Abile nello stretto e con un piede molto educato, Strefezza è un esterno a tutta fascia prettamente offensivo, non è un caso che nel nuovo assetto di Di Biagio non viene mai schierato da terzino ma sempre da esterno offensivo. Questo per due motivi principali: il primo è che pagherebbe dazio fisicamente, è infatti alto solo 168 cm e per i terzini moderni, soprattutto in squadre che puntano a difendersi, questo può rappresentare un problema; il secondo motivo è proprio la sua abilità tecnica, è un giocatore che negli ultimi 30 metri può mettere in difficoltà ogni difesa sia per la capacità di crossare sia per quella di rientrare sul destro e calciare in porta. Sicuramente un giovane da tenere d’occhio.

Ernesto Torregrossa – Brescia

Un altro giocatore che ha fatto il suo esordio in Serie A solamente questo anno. Nel Brescia che ha dominato lo scorso campionato di Serie B tutti parlavano di Donnarumma e Tonali, ma il vero leader tecnico era lui, il costruttore della manovra offensiva, senza il quale il gioco di Corini avrebbe avuto enormi difficoltà ad imporsi, ed in parte ne abbiamo avuto la controprova quest’anno. Le sue principali caratteristiche sono una notevole visione di gioco, il controllo di palla, il passaggio in profondità e un tiro potente e preciso. Ciò che impressiona maggiormente è la capacità di creare spazi tramite giocate di prima o attirando su di sé l’attenzione e smistando il pallone dopo aver superato l’avversario. L’emblema di tutto questo è il gol che siglò lo scorso anno contro la Salernitana: roulette in mezzo a due, uno-due con Donnarumma e tiro piazzato sul secondo palo che fa sembrare il tutto banale. Il gioco di Torregrossa ha un’eleganza sopraffina che speriamo di vedere anche il prossimo anno in Serie A.

Allenatore: Fabio Liverani – Lecce

Tra le squadre che lottano per la retrocessione il suo Lecce è quella che maggiormente meriterebbe la salvezza. Un gioco aggressivo con un impostazione sempre dal basso. Il suo Lecce gioca sempre la partita, si diverte e fa divertire, ma soprattutto rende orgogliosi i tifosi, basti pensare che, nonostante i 7 goal subiti contro l’Atalanta, allenatore e giocatori sono usciti tra gli applausi al termine di quella gara. Quando una squadra dà tutto sul campo viene sempre apprezzato e questo è merito soprattutto dell’allenatore. Liverani sta dimostrando di non aver patito troppo il salto dalla B alla A e sta ancora lì in lotta per non retrocedere. Ogni cosa però lascia pensare che il meglio per lui e da lui debba ancora venire, staremo a vedere.

Non sapremo mai dove questa fantomatica squadra sarebbe potuta arrivare se fosse esistita, ma in questo momento storico di quarantena è bello lasciarsi andare con l’immaginazione verso scenari inesistenti, sperando però di tornare presto alla realtà, e rivedere questi 11 ancora in Serie A.

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