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Piątek e la maledizione del 9: all-in Milan

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Flash back. 2 agosto 2018. Il Milan di Elliott piazza il primo grande colpo di mercato. Si assicura dalla Juventus, seppure in prestito con diritto di riscatto, le prestazioni del bomber argentino Gonzalo Higuain. Il Pipita abbraccia il progetto rossonero, desideroso di dimostrare a tutti che può risollevare la situazione di una squadra un tempo gloriosa come il Milan.

Higuain diventa quindi l’uomo copertina, la nuova immagine del corso rossonero. Tutti i tifosi milanisti fremono all’idea di tornare ad ammirare a San Siro un campione, un giocatore degno di indossare la maglia numero 9, quella casacca che un tempo portavano campioni del calibro di Van Basten, Weah, Inzaghi. È anche una sfida personale per l’ex cannoniere di Real Madrid, Napoli e Juventus, sentitosi tradito dalla dirigenza bianconera.

Arriviamo ai giorni nostri. Ad oggi, 18 gennaio. L’avventura in maglia Milan di Gonzalo Gerardo Higuain dovrebbe essere arrivata al capolinea, dopo nemmeno 6 mesi dal suo approdo a Milanello. Il Pipita abbandona la società di via Rossi, perché sa di essere un pesce fuor d’acqua. Il Milan è troppo poco per un fuoriclasse come lui. È arrabbiato e triste, perciò preferisce scappare e andare al Chelsea di Maurizio Sarri. Quel Sarri con cui visse un anno d’oro a Napoli, siglando il record di 36 reti in un campionato di Serie A.

E il Milan cosa fa? Leonardo, il direttore sportivo rossonero, non sembra perdere tempo e pare aver già individuato il futuro numero 9. Gioca in Serie A ed è il giocatore che ha realizzato più gol nel girone d’andata, non fosse per Cristiano Ronaldo. Sì, la squadra del neo presidente americano sta intensificando le trattative per accaparrarsi Krzysztof Piątek dal Genoa: il 23enne polacco dovrebbe sostituire il partente Higuain.

Voci di mercato affermano che il costo dell’operazione per portare l’ex Cracovia da Genova a Milano si aggiri intorno ai 40 milioni. Numeri da capogiro per Preziosi, che si lecca i baffi considerando che lo ha acquistato lo scorso luglio dal campionato polacco per soli 5 milioni. Sarebbe una plusvalenza mostruosa.

Ma Piątek è davvero l’uomo giusto per il Milan di Gattuso? Non si può avere una risposta certa, ma una cosa è sicura: è una sfida difficile sia per Piątek, che per lo stesso Milan. Il polacco deve dimostrare le sue qualità in una squadra di tutt’altro blasone, in un ambiente ostico, dove al primo errore ti crocifiggono. Per di più deve sconfiggere il vero grande tabù rossonero: la maledizione del numero 9.

Perché dal 2012, quando Inzaghi si è ritirato e ha lasciato libera la maglietta dal numero più desiderato da tutti gli attaccanti, nessuno ha retto il peso di quella maglia. In ordine cronologico quelli che non sono riusciti ad assumersi l’eredità della #9 di Superpippo sono: Pato, Matri, Fernando Torres, Destro, Luiz Adriano, Lapadula, Andrè Silva e Higuain. Otto nuovi arrivi e nessuno che ha rispettato le aspettative. Se per alcuni era una sfida proibitiva già in partenza, -vedi Matri, Luiz Adriano, Destro, Lapadula, Andrè Silva- per altri o è stata questione di infortuni (Pato, Fernando Torres) o di non aver saputo sopportare la pressione (Higuain).

Ora pare giunto il momento di Piątek: il nazionale polacco è un attaccante che ha dimostrato nella parentesi genoana un fiuto del gol pazzesco, un tiro da fuori preciso e chirurgico, e segna non appena ha la minima occasione. Inoltre è dotato di un fisico prestante e di un ottimo colpo di testa. L’altra faccia della medaglia dimostra però che è poco preciso nel dare qualità alla manovra offensiva ed è carente nel dribbling. Mantenere la media realizzativa intrapresa col Genoa (13 reti in 19 partite di campionato) è pressoché impossibile, però vorrà fare di tutto per mettersi in mostra e far gioire i tifosi rossoneri, senza farsi risucchiare dal buco nero della 9.

La salita da scalare è ad ogni modo ripida, poiché il Milan di oggi non è quello degli antichi fasti, quando gli attaccanti erano circondati da una rosa di livello elitario, che aiutava a farli rendere al meglio. Il Diavolo attualmente ha giocatori mediocri, eccezion fatta per qualche interprete di buon livello, e un tecnico che basa le sue fortune su un sistema prettamente difensivo, che non consente agli attaccanti di ricevere troppi palloni vicino la porta.

Calarsi nella realtà rossonera sarà complicato, tuttavia si può affermare che se il Milan non attua un calcio champagne, nemmeno il Genoa sembra manifestare un modo di giocare propositivo e spregiudicato, eppure Piątek ha registrato numeri da capogiro. Perciò la vera prova per Piątek sarà quella di ripetere le gesta di Marassi a San Siro. Una sfida anche per lo stesso Milan, dato che non punterebbe su un nome già affermato nel panorama internazionale (si parla di Batsuhayi come possibile alternativa, sicuramente più esperto, ma che comunque non darebbe il 100 % di garanzie). Per di più si potrebbe storcere il naso di fronte a questa mossa perché il Diavolo ha in casa un certo Patrick Cutrone, che sta mostrando dall’agosto del 2017 di poter dire la sua in questa squadra; basti pensare che anche quest’anno è il miglior marcatore rossonero della stagione.

Da milanista esterno alla vicenda, credo che puntare 40 milioni su Piątek sia per Gazidis, Leonardo e Maldini, col patrocinio di Elliott, una scommessa bella e buona. Perché di giocatori sbocciati per sei mesi e poi finiti nel dimenticatoio ce ne è una lista infinita. Una sorta di all-in: o tutto o niente, testa o croce, o la va o la spacca. Se il polacco manterrà le promesse, il campionato rossonero assumerà tinte maestose, simili a quelle europee della Champions League, altrimenti il prosieguo della stagione del Milan sarà un costante chiaroscuro, come accade da tempo al Diavolo, avvolto da anni in uno stato di apatia.