Pierluigi Collina

Pierluigi Collina, il miglior arbitro di sempre

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«La più grossa banalità che sia mai stata detta nel calcio
è che l’arbitro bravo è quello che non si nota»

Pierluigi Collina

In ogni società c’è bisogno di regole per evitare che sopraggiunga il caos, e dove sono presenti le regole sono presenti figure che fanno sì che queste ultime siano rispettate. Nel calcio l’arbitro è una delle figure fondamentali, senza la quale non potrebbe esistere lo sport stesso.

Uno degli arbitri più importanti della storia del calcio è un eccellenza del nostro Paese, un uomo dal carattere forte, dallo spiccato carisma, e dotato di indubbie qualità arbitrali: Pierluigi Collina.



Sebbene il basket sia sempre stata una delle sue passioni, Collina fin da piccolo irrompe nel mondo calcistico, ma in punta di piedi: entra a far parte di una società dilettantistica bolognese, la Pallavicini, e la sua carriera da giocatore non decollerà mai, anche a causa di un grave infortunio che lo tenne ai box per diverso tempo. Durante quel periodo non poteva ovviamente giocare e allenarsi, ma non riusciva a restare fermo a guardare gli altri, quindi, quasi per caso, decise di arbitrare le classiche partitelle d’allenamento dei suoi compagni di squadra.

In campo non era mai stato un fenomeno, quel nuovo ruolo appariva invece perfetto per lui, sembrava che gli fosse stato cucito addosso dal miglior sarto al mondo, il suo talento era innegabile, tanto che alcuni dei suoi compagni di squadra lo spinsero ad intraprendere questa strada e a partecipare, non ancora maggiorenne, ad un corso per diventare arbitro.

Fin dalle primissime partite la stoffa di Pierluigi Collina appariva evidente, i dirigenti arbitrali bolognesi iniziarono a seguirlo con grande attenzione, ed in soli tre anni raggiunse il massimo livello regionale, il campionato di Promozione, e da lì in poi iniziò per lui la gavetta, che lo porterà successivamente verso le vette del calcio che conta.

Dopo diversi anni nelle serie minori, per Collina arriva finalmente la possibilità del grande salto di qualità, e nella stagione 1991/92 riesce a debuttare in Serie A, nella partita tra Verona e Ascoli. Da lì in poi il percorso sarà in discesa, per essere promosso a livello internazionale ci mette appena 3 anni.

Nella sua carriera Pierluigi Collina ha arbitrato campioni di tutti i tempi e partite inenarrabili, ma quello che lo ha sempre caratterizzato è stata la sicurezza nelle proprie scelte, prese sempre senza paura di sbagliare, con una personalità tale da permettergli di diventare una vera e propria icona tra i direttori di gara, tanto da essere inserito per tre anni consecutivi – dal 2003 al 2005 – nella copertina di Pro Evolution Soccer. Nel 2007 il Times lo ha inserito al 50º posto della classifica dei 50 calciatori più cattivi di tutti i tempi, nonostante non fosse un calciatore, «entra in classifica per l’aria da Nosferatu e lo sguardo inquietante».

Le partite più importanti dirette nella sua carriera solo la finale di Coppa UEFA 2003/04 tra Valencia e Marsiglia, quella di Coppa Campioni 1998/99 – con la rocambolesca vittoria del Manchester United grazie a due gol segnati nei minuti di recupero –, la finale delle Olimpiadi 1996 tra Nigeria e Argentina, e la finale del Mondiale 2002 Brasile-Germania.

Nonostante Collina fosse un arbitro molto stimato, neanche lui riuscì a dribblare gli insulti e le tipiche critiche che la sua categoria subisce in maniera costante.

In particolare agli Europei del 2000, a causa di un presunto errore per la concessione di un rigore dubbio ai Paesi Bassi, i tifosi della Repubblica Ceca lo contestarono, indossando nella partita successiva una maschera che lo ritraeva, e addirittura la stampa ceca paragonò l’arbitro bolognese a Benito Mussolini.

Le maggiori critiche nostrane ne ottenne invece il 14 maggio del 2000, quando diresse la discussa partita Perugia-Juventus, decisiva per lo scudetto 1999/00. La Juventus si presenta all’incontro con due punti in più sulla seconda, la Lazio, che era impegnata a Roma contro la Reggina. Collina fu costretto a sospendere l’incontro alla fine del primo tempo sul risultato di 0-0 a causa di un violento nubifragio che si abbatté sullo stadio Renato Curi e dopo una sospensione durata 71 minuti fece riprendere la partita – nonostante le richieste di rinvio dei bianconeri – che fu vinta per 1-0 dal Perugia, permettendo così alla Lazio – che aveva spazzato la Reggina con un netto 3-0 – di vincere lo scudetto. Ne derivarono grandi polemiche, giustificate dal fischietto di Bologna con i motivi di ordine pubblico.

Nel corso della carriera arbitrale – terminata nel 2005 – ha diretto 240 gare in Serie A, 79 in Serie B, 42 in Coppa Italia – tra cui 4 finali –, 2 in Supercoppa Italiana e 109 internazionali. Può vantare 7 premi come miglior arbitro al mondo presenti nel suo personale palmarès e soprattutto la stima e il riconoscimento di diversi addetti ai lavori.

Dopo la sua carriera sul campo da gioca ha proseguito come responsabile della commissione arbitrale UEFA dal 2010 al 2018 e nel 2017 diventa presidente della Commissione Arbitri della FIFA, ruolo che ricopre ancora.

Quando si parla di calcio ricordiamo i gesti tecnici più importanti, la giocata che ha deciso una finale, il colpo inaspettato di calciomercato, e spesso dimentichiamo la figura che permette che tutto questo sia possibile, gli arbitri, ed in particolare Pierluigi Collina, reputato da molti il miglior arbitro di sempre.


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