Serie A

Cosa ci ha detto la Serie A in queste prime due giornate?

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Aria di cambiamento si respira in Serie A. Un nuovo modo di vedere il calcio è arrivato anche in Italia, un calcio nuovo, moderno, che sacrifica la difesa a favore dell’attacco, non vince più chi subisce un gol in meno, ma chi ne fa uno in più. Nelle prime due giornate di questo campionato abbiamo visto tanti gol e qualche svarione difensivo di troppo, ma alzi la mano chi non si sia divertito più del solito guardando le nostre squadre sfidarsi sul terreno di gioco.

 

 

A dare ufficialmente inizio alla Serie A è stata la Juventus, squadra che sembrerebbe nettamente superiore alle altre per il valore della rosa e per una continuità di rendimento che i bianconeri stanno riuscendo ad avere da otto anni a questa parte. Fare meglio dell’armata di Sarri sarà difficile ma qualche grattacapo in più la Juve potrebbe averlo. L’infortunio di Chiellini è un fattore non da poco. C’è stata un po’ più di confusione del solito sul mercato, giocatori messi in vendita sono ora titolari – Blaise Matuidi, Sami Khedira, Gonzalo Higuain –­, altri sui quali si era fortemente puntati lo scorso anno sono stati ceduti o comunque messi ai margini della squadra – Emre Can, Joao Cancelo. È rimasto qualche giocatore di troppo e questo da un lato fa della Juventus una squadra fortissima con tante scelte, ma dall’altro sappiamo come Sarri abbia delle difficoltà a gestire una rosa così numerosa. Tornando alle questioni di campo abbiamo potuto osservare una squadra che sia alla prima con il Parma sia nella grande sfida con il Napoli, ha mostrato quei principi tanto cari a Sarri: pressione alta, circolazione rapida della palla, mezzali particolarmente presenti nell’area avversaria, recupero rapido del pallone. Un gioco dispendioso che per ora i bianconeri non riescono a supportare per tutti i novanta minuti, nelle prime due gare della stagione, infatti, la Juventus è calata fisicamente permettendo agli avversari di essere pericolosi sfruttando una minore pressione e uno spazio che si creava tra centrocampo e attacco. Il bottino è comunque il migliore possibile, sono infatti sei i punti in due partite, ma sono frutto di un abitudine alla sofferenza e una maturità nel sapere come portare sempre a casa il risultato che è rimasta da Allegri e che almeno inizialmente è preziosissima per Sarri.

Chi punterà a rompere il dominio Juve saranno il Napoli e l’Inter. La squadra di Ancelotti è quella che più di tutte ci sta regalando partite ricche di gol, emozioni e bisogna dirlo, errori. I partenopei si sono schierati con un 3-2-5 in fase offensiva, Di Lorenzo infatti ha spesso affiancato i due centrali per favorire una salita del campo partendo da dietro, Allan e Piotr Zielinski in mezzo cercano di imbucare per i tanti uomini tra le linee, perché oltre a Lorenzo Insigne e Dries Mertens, a occupare quella zona c’è Fabian Ruiz, con Callejon che rimane largo e Ghoulam che si alza sulla linea degli attaccanti. Un modo di giocare spregiudicato perché Zielinski in mezzo al campo non è quel giocatore d’interdizione che riesce a rimediare e mettere delle pezze quando si perde palla davanti e bisogna rincorrere, ecco quindi che rimane il solo Allan a proteggere la difesa. Si era puntato tanto sulla coppia Manolas-Koulibaly, si era detto che insieme avrebbero potuto creare un muro davanti a Meret difficile da penetrare, ma i due non sono ancora al top della forma, in particolare il senegalese deve ritrovarsi dopo il pesante autogol che ha condannato il Napoli alla sconfitta nella supersfida dello Stadium contro la Juventus. Possiamo dire però che questa sembra una squadra migliore dello scorso anno, vincere una partita a Firenze contro una Fiorentina assetata di risultati e trasportata dal calore del suo pubblico, non è cosa da molti, ancora meno lo è recuperare tre gol di scarto alla Juventus. Il Napoli, recuperata la forma, può essere vista come una seria candidata ad assumere il ruolo di anti-Juve.

 

 

L’altra possibile antagonista è l’Inter. I nerazzurri prendono sempre più la forma della squadra che vuole Antonio Conte. L’ex bianconero sta rivitalizzando dei giocatori che da anni non stavano più offrendo prestazioni convincenti, Candreva in particolare. Ruolo fondamentale nello scacchiere nerazzurro lo ha Brozovic, il giocatore che corre più di tutti, prezioso sia in fase d’interdizione sia nella gestione del possesso. Il croato quest’anno è affiancato da un secondo regista, Stefano Sensi, senza dubbio il migliore dei suoi fino a questo momento. L’ex Sassuolo ha, infatti, la capacità di abbassarsi per migliorare la circolazione del pallone trovando anche le punte che vengono incontro dietro il centrocampo avversario, a questo aggiunge una capacità di inserimento e una qualità a ridosso dell’area avversaria che fa di lui un giocatore essenziale per questa squadra. Vecino è l’uomo che più di tutti deve affiancare Lautaro e Lukaku andando a occupare l’area per raccogliere i cross dagli esterni, l’uruguayano è stato preferito a Barella in queste prime battute, a causa probabilmente di una fisicità che manca al centrocampo nerazzurro. Proprio le punte sono fondamentali nel gioco di Conte, Lautaro Martinez e Romelu Lukaku stanno rispondendo alla perfezione, uno si abbassa l’altro attacca la profondità, entrambi in grado di farsi dare il pallone e aprire sugli esterni, sarà difficile per Sanchez conquistare un posto da titolare, ma il cileno potrebbe diventare un importante arma in più anche partendo dalla panchina. Si aspettano anche Valentino Lazaro, Diego Godin e Stefan De Vrij, insomma, l’Inter ha iniziato benissimo con due vittorie nelle prime due, ma questa squadra non è ancora al massimo del suo potenziale.

Dietro questo trio si apre la lotta alla Champions. Il Torino al momento ha fatto meglio di tutti, la squadra di Mazzarri sogna un posto tra le prime quattro e l’inizio promette molto bene. Forse anche favorito da una preparazione in stato avanzato, dati i preliminari di Europa League disputati, il Torino ha vinto per 2-1 la prima con il Sassuolo per poi vincere ancora contro l’Atalanta per 2-3. La gran forma fisica di Zaza potrebbe risolvere il problema del gol che si è riscontrato lo scorso anno, una grande capacità di essere pericolosi dai calci piazzati può spesso fare la differenza, inoltre le due vittorie sono arrivate senza Nkoulou, che deve risolvere delle incomprensioni con la società, ma intanto al suo posto Bonifazi ha offerto delle garanzie. È arrivato Verdi e si aspetta ancora Iago Falque, giocatori che potrebbero dare un volto ancor più offensivo al Torino che a quel punto sarà probabilmente schierato con un centrocampista in meno e un attaccante in più.

Ha iniziato fortissimo anche la Lazio battendo la Samp a Genova per 3-0. La squadra di Inzaghi se riuscisse a mantenere alto per tutta la stagione il rendimento di giocatori come Luis Alberto, Sergej Milinkovic-Savic, Joaquin Correa e Ciro Immobile, potrebbe seriamente raggiungere la Champions. Si è poi aggiunto Manuel Lazzari, sicurezza di rendimento sulla corsia di destra. Il derby di Roma si è risolto con un pareggio ma la Lazio ha dimostrato di essere particolarmente pericolosa quando si mette in moto trovando gli uomini tra le linee e se poi ha spazio per il contropiede, trova la situazione giusta per esprimersi al meglio.

 

 

L’Atalanta dopo aver vinto sul campo della Spal è caduta al cospetto del Torino. C’è da registrare qualcosa in fase difensiva dove gente come Palomino e Rafael Toloi non sembrano al meglio, ma il talento dato da Gomez, Duvan Zapata e Josip Ilicic regala tanta fantasia e creatività là davanti. In più quest’anno c’è Muriel, il cui ingresso in campo alla prima contro la Spal ha permesso alla squadra di Gasperini di ribaltare il risultato da 2-0 a 2-3. Fondamentali Remo Freuler e Marten De Roon che danno equilibrio e sono preziosi sia in supporto dell’azione d’attacco che in aiuto alla difesa, immancabile la spinta degli esterni, esemplare il primo gol segnato dall’Atalanta contro la Spal, cross di Hateboer, gol di Gosens, un esterno per l’altro. C’è poi un Malinovskiy tutto da scoprire, insomma la sconfitta con il Torino deve preoccupare il giusto, la Dea è sempre la solita squadra in grado di mettere in difficoltà tutti, anche se forse la poca abitudine alla Champions la potrebbe portare ad avere qualche distrazione di troppo.

Il Milan deve ancora assorbire del tutto i meccanismi di Giampaolo. La sconfitta subita alla prima di Serie A contro l’Udinese ha mostrato delle criticità che hanno preoccupato l’allenatore. Un Suso mai trovato tra le linee, una lenta circolazione del pallone e tanti errori in fase d’impostazione da dietro. Il tecnico ha cercato un rimedio già alla seconda giornata contro il Brescia: sorprendente la scelta di schierare Andrè Silva al posto di Piatek, spiegabile ponendo l’attenzione sulla maggior tecnica del portoghese nel gestire il pallone e sulla sua migliore adattabilità a giocare largo, questo perché spesso si sono viste le due punte stare larghe per favorire l’inserimento centrale del trequartista, ruolo che contro il Brescia ha ricoperto Castillejo, con Suso a fare la seconda punta. È arrivata la vittoria alla seconda giornata, ma il Milan deve ancora migliorare qualcosa e Giampaolo è un uomo troppo intelligente per non trovare una soluzione.

Ha ancora qualcosa da migliorare anche la Roma di Fonseca. Bene in fase offensiva, dove gli esterni d’attacco stringono vicino a Edin Dzeko e Nicolò Zaniolo mentre i terzini stanno altissimi e danno alla squadra una spiccata indole offensiva. I problemi stanno poi nella fase difensiva, dove Juan Jesus, Gianluca Mancini e Federico Fazio sembrano poco adatti al tipo di gioco proposto dal tecnico ex Shakhtar, si spera quindi in un rapido e adeguato inserimento di Smalling. C’è ancora troppa distanza tra difesa e centrocampo e questo contro la Lazio ha creato non pochi problemi. C’è da lavorare tanto per arrivare alla zona Champions, le richieste del mister sono particolarmente esigenti e difficili da mettere in pratica.

 

 

Hanno iniziato bene Genoa e Bologna, entrambe a quattro punti. La prima sta esprimendo il calcio promesso da Andreazzoli, un centrocampista sempre pronto ad affiancare i due attaccanti e gli esterni che supportano a dovere l’azione offensiva, ne stanno già traendo beneficio i giovani Andrea Pinamonti e Christian Kouamé. Il Bologna invece ha ottenuto solo un pareggio alla prima contro il Verona in una partita in cui sicuramente meritava qualcosa in più, mentre la vittoria contro la Spal è arrivata solo negli ultimi minuti, bisogna essere più concreti sotto porta ma per il resto la squadra c’è, cosi come c’è Sinisa, sempre presente in panchina nonostante le sofferenze della malattia. A quattro punti troviamo anche il Verona, che ha vinto una partita preziosissima contro il Lecce alla seconda giornata e aspetta il nuovo attaccante Stepinski. Continua a divertire il Sassuolo che si gode Berardi in grande spolvero e Traorè in rampa di lancio, i neroverdi sono a quota tre insieme al Brescia, squadra che promette bene, il suo tecnico Corini promuove un calcio propositivo, anomalia per una neopromossa della nostra Serie A, e sta ancora aspettando il grande colpo del loro mercato, Mario Balotelli. Parma a tre punti al pari dell’Udinese, squadre con ottima organizzazione difensiva e pericolosità in contropiede. A zero punti c’è la Fiorentina, grande prestazione dei viola contro il Napoli ma poco convincente alla seconda contro il Genoa, ma dire che è la stessa squadra che ha chiuso male la scorsa Serie A è forse troppo precoce perché si sono viste delle cose interessanti. A zero anche la Samp in totale confusione, potrebbe aver inciso l’incertezza relativa alla situazione societaria, ma anche la mancanza di uomini giusti per il gioco del mister Di Francesco, in particolare sugli esterni d’attacco. Due sconfitte per il Cagliari, male la prima col Brescia ma meglio con l’Inter, la squadra di Maran sente il peso degli infortuni di Leonardo Pavoletti e Alessio Cragno, ma le cose miglioreranno. Spal e Lecce cominciano in salita la corsa alla lotta salvezza, entrambe a zero punti.

Lo abbiamo capito chiaramente, vedremo tanti gol e ci troveremo a dover fare i conti con qualcosa di diverso rispetto agli scorsi anni. Questo è quello che ci chiede il calcio moderno e questo è quello che ci hanno detto le prime due giornate di Serie A.

 

 

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