Punizioni Juventus

Chi dovrebbe battere le punizioni alla Juventus?

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Con un Cristiano Ronaldo fuori forma sono tanti gli interrogativi che si ripropongono: l’asse portoghese rimane uno dei migliori giocatori del mondo e di certo la sua incisività nelle partite che contano non potrà mai essere messa in discussione, tuttavia l’ultimo periodo non lo ha visto di certo in una condizione smagliante e viene quindi spontaneo chiedersi se sia lecito dargli un po’ di riposo – nulla di più comune, resta un essere umano come tutti gli altri – e magari iniziare a scaricarlo anche da qualche responsabilità in più.



La Juventus vanta al momento una delle rose più competitive d’Europa, con una panchina di lusso che rischierebbe di vincere addirittura il campionato se gareggiasse con le altre squadre italiane. E se da un lato Paulo Dybala e Gonzalo Higuaín non fanno rimpiangere CR7 a suon di gol, dall’altra esistono diversi specialisti che potrebbero sfilare a Ronaldo il compito di calciare le punizioni in favore dei bianconeri.

Su tutti Miralem Pjanić. Il bosniaco era, prima dell’affare del secolo, l’uomo indicato a battere i calci da fermo. I risultati sono sempre stati più che soddisfacenti. In dieci anni di carriera ha messo a segno il proprio nome sul tabellino per ben 68 volte, 21 delle quali proprio su calcio di punizione. Il suo passaggio dalla Roma alla Juventus fu proprio in questo senso un sollievo per i tifosi bianconeri, i quali avevano perso dopo Pirlo un punto di riferimento su cui fare affidamento per i tiri da fuori.

A lui si sono poi aggiunti discreti tiratori come Dybala e Bernardeschi, prima dell’arrivo del calciatore più forte del mondo – o il secondo, in base ai gusti –, vincitore di cinque palloni d’oro e di ogni altro tipo di titolo a livello individuale e di squadra.

Cristiano Ronaldo vanta infatti, da specialista dei calci piazzati, una media a dir poco invidiabile. Per ben 44 volte ha potuto sfoggiare la sua esultanza iconica dopo aver battuto una punizione. Peccato però che in nessuna di queste vestiva la maglia bianconera. Sì, perché l’ultima volta risale alla finale del Mondiale per Club giocata con il Real Madrid nella stagione 17/18 – vinta per 1-0 contro il Gremio.

Finora invece, con la maglia della Juve, 32 occasioni “rubate” al destro di Pjanić, quasi tutte infrante sulle barriere avversarie. La statistica chiaramente non tiene conto delle amichevoli altrimenti bisognerebbe citare il gol nell’ICC contro l’Inter, in cui è stata però decisiva la deviazione di Skriniar. Altro tocco determinante nell’ultima sfida di Champions, dove la papera di Guilherme stava per regalare la prima gioia su punizione al portoghese, prima che Ramsey l’appoggiasse dentro impedendogli di porre fine a questa serie negativa.

In molti sottolineano questi dati, ricevendo sempre come risposta da Sarri un diplomatico «scelgono i giocatori in campo», forse troppo diplomatico, perché se a contendersi la battuta sono da un lato un buon giocatore come Pjanić e dall’altro uno dei più forti della storia, non è che possano scegliere diversamente.

In questo caso però andrebbe analizzato il tipo di punizione da battere. Ronaldo si differenzia per una battuta forte e tesa, adatta per il tiro dalla distanza, mentre Pjanić predilige la precisione, perfetta per calciare dal limite dell’area.

Il bosniaco inoltre può vantare una buona traiettoria anche sulle battute dalla destra, dove invece Sarri vede più adatto Dybala. L’argentino è andato in gol su calcio di punizione per 9 volte con la maglia bianconera ed ha avuto modo di affinare il suo mancino anche in questa specialità. Tuttavia anche la Joya ha dovuto arrestare il suo processo di crescita da quando Ronaldo ha praticamente monopolizzato i calci piazzati.

Le critiche dei tifosi iniziano ad essere insistenti, anche perché nessuno gli contesta la qualità ma solo la testardaggine di voler continuare a provarci, togliendo spazio ad altri giocatori con doti comunque eccezionali. La squadra viene sempre prima dei singoli; che tiri Ronaldo o Pjanić ai tifosi juventini cambia poco, purché il risultato sia l’esultanza per un gol.


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