Leão

Rafael Leão, ancora un portoghese

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Nella storia recente i portoghesi accasati al Milan non hanno avuto la dea bendata dalla loro parte, infatti dopo Futre e Rui Costa, a Milanello si sono avvistate più meteore di passaggio che stelle destinate a brillare, come Pelé, ora in forza al Benfica oppure il difensore Ricardo Ferreira, che venne venduto all’Olhanense, finendo col più celebre André Silva, arrivato ai rossoneri con la benedizione di Cristiano Ronaldo ma finito per deludere le aspettative milaniste. Adesso tocca a Rafael Leão far ritornare i lusitani ai fasti dei vecchi tempi.

Leão nasce ad Almada, il 10 giugno 1999, ha come ruolo naturale la seconda punta, ma viene utilizzato, con ottimi risultati, anche come prima; sa usare benissimo entrambi i piedi ma predilige il destro. A 9 anni entra nel vivaio dello Sporting Lisbona, esordendo in prima squadra il 12 ottobre 2017 in un match di Coppa di Portogallo vinto 4-2, dove segna il quarto gol dei leõnes. Debutta in campionato nel mese di febbraio, e il 2 marzo arriva il suo primo gol in Primeira Liga, nel sentitissimo match contro i Dragões del Porto.

Alla fine del campionato per via di problemi finanziari del club si decide di risolvere consensualmente il contratto, e Rafael trova un accordo con il Lille, in Francia. Qui il classe ’99 mette a segno 8 gol, diventando uno dei tre under 19 che è riuscito a segnare almeno 8 gol nei top campionato europei, insieme a Jadon Sancho e Kai Havertz.

Leão, con i suoi 20 anni, è probabilmente uno dei più promettenti attaccanti della scena mondiale, ma è un attaccante un po’ atipico: misura 188 centimetri per 81 chilogrammi, ma nonostante questo non usa il fisico come arma principale, né per quanto concerne i duelli aerei né per quanto riguarda gli scontri fisici sia in fase d’attacco che di recupero; tuttavia è dotato di una di gran velocità e una tecnica individuale niente male, condita da un discreto fiuto del gol.

Per le sue caratteristiche è potenzialmente un’arma devastante se Giampaolo saprà adattarlo al calcio italiano e fargli sfruttare al massimo le sue doti fisiche, che ad oggi, come abbiamo già detto, sono state secondarie.

Potrebbe già partire titolare al fianco di Piątek, ma più probabilmente prenderà spazio solo dopo il classico “periodo di ambientamento”, nel quale il giocatore dovrà entrare negli schemi e nella mentalità del tecnico e del campionato. Quello che possiamo dire con certezza è che, a meno di eventi eclatanti, all’interno della rosa dei rossoneri troverà spazio e continuità, visti anche i quasi 30 milioni investiti su di lui e le imminenti cessioni di Cutrone e il connazionale Silva.

Un portoghese a San Siro, chissà che non possa tornare una frase positiva alle orecchie dei tifosi rossoneri.

 

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