Ronaldinho

Ronaldinho vs Athletic Bilbao, l’essenza del gioco del calcio

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Da sempre i brasiliani sono indicati come i veri inventori del calcio, con buona pace degli inglesi, grazie alla loro capacità di rendere questo gioco un’arte gioiosa e gioconda. Moltissimi gli interpreti nel corso degli anni capaci di far appassionare bambini in tutto il mondo, cresciuti con negli occhi le gesta di Pelé, Zico, Romario, Rivaldo e Ronaldo. Il calciatore che però è preso più come idolo dai giovani cresciuti a cavallo tra il XX e il XIX secolo è senza dubbio Ronaldo de Assis Moreira, al secolo Ronaldinho.

Cresciuto calcisticamente nel Grêmio, lascia giovanissimo il Brasile per trasferirsi al Paris Saint-Germain, prima del trasferimento al Barcellona che ne cambierà la carriera. Viene acquistato dai blaugrana dopo il vittorioso Mondiale nippocoreano del 2002, diventando subito il giocatore più importante dei catalani.

Prestazioni clamorose vengono offerte da Dinho durante la parentesi in Spagna, che gli conferiscono lo status di miglior giocatore al mondo.

Particolarmente proficue sono le stagioni 2004-2005 e 2005-2006. Dinho vince per due volte di fila il titolo di miglior giocatore della FIFA e un Pallone d’oro. La seconda annata è favolosa: il Barça trionfa in Champions League nella finale del Parco dei Principi contro l’Arsenal e nella Liga spagnola. In campionato arriva quella che è universalmente considerata la migliore prestazione della sua carriera. Al Bernabeu si gioca il Clásico contro il Real Madrid. Il Barcellona vince con un netto 0-3 con una doppietta di Ronaldinho, che dopo il secondo gol riceve la standing ovation dal pubblico di fede madrilena. Riconoscimento meritato se considerato il gol, realizzato dopo aver ricevuto palla a centrocampo e aver letteralmente ubriacato di finte un giovanissimo Sergio Ramos, nella partita probabilmente più difficile della sua grande carriera.

Qui però si vuole parlare di un’altra grande prestazione di Ronaldinho, non finita su tutti i giornali come quella del Bernabeu. È la stagione 2006-2007, al Camp Nou si gioca Barcellona-Athletic Bilbao. Partita storicamente sempre molto tesa, come ad esempio quella che portò al terribile infortunio alla caviglia di Maradona nel 1983.

Il Barça è campione d’Europa e di Spagna in carica, in Champions è appena stato sconfitto in casa 1-2 dal Liverpool, mentre in campionato è serratissima la lotta per il titolo col Real. Come detto il 25 febbraio si gioca contro i baschi. E la scena la ruba sin dal primo minuto Ronaldinho.

Le immagini della partita sono fantastiche, lampi di genio e taconazi del fantasista brasiliano a liberare i compagni. Continui passaggi filtranti in profondità eseguiti in no look, realizzabili solo da un vero genio del calcio.

Ronaldinho esula dal suo ruolo di ala sinistra, viene a prendersi la palla più volte all’altezza del cerchio di centrocampo e nella sua metà campo, non disdegnano neanche un disimpegno nella propria area di rigore, come il più freddo e sicuro dei difensori.

Il Barça la sblocca con l’autogol di Amorebieta, prima del raddoppio di Xavi. Azione iniziata ovviamente da Dinho, il quale lancia da metà campo direttamente in area di rigore per la sponda decisiva di Samuel Eto’o. Il terzo gol è proprio del camerunese, dopo un altro filtrante perfetto del brasiliano.

Al 13’ della ripresa però l’azione che vale il prezzo del biglietto. Ronaldinho riceve palla sull’out di sinistra, salta con uno scavetto Expósito e scatta verso l’area, viene circondato da tre difensori baschi – i quali vengono senza pietà dribblati nello stretto, come solo il migliore degli sciatori può fare – defilatissimo conclude a rete, trovando però la risposta di Aranzubía che devia sulla traversa.

Il Camp Nou rischia di crollare, uno dei gol più belli della storia è appena andato ad un passo dall’essere realizzato. E forse, come nel caso del non gol di Pelé contro l’Uruguaya Messico 1970, è meglio così, perché probabilmente lo stadio sarebbe effettivamente crollato.

Il Barça vincerà 3-0 quella partita, continuando ad entusiasmare il proprio pubblico, soprattutto quando Rijkaard inserisce Messi che inizia con Dinho ad ammattire gli avversari, costringendo il povero Expósito più e più volte a fermare irregolarmente il brasiliano, corredando ai falli diverse occhiatacce in direzione del Diez blaugrana.

La corsa in campionato si fermerà con la beffa dell’ultima giornata e la vittoria del Real, ma di certo i tifosi catalani non possono recriminare più di tanto, in quanto fortunati spettatori di una delle più grandi prestazioni individuali della storia del calcio, ad opera di Ronaldo de Assis Moreira, il giocoliere brasiliano.