Cancelo

Qual è il ruolo perfetto per Joao Cancelo?

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Qualora ci si chieda chi sia stato il vero mattatore del posticipo di Serie A tra Lazio e Juve, la prima risposta che sorge alla mente è Joao Cancelo, il quale ha deciso la partita con il gol del pareggio e il rigore procurato, oltre che con una prestazione eccezionale. Interessante notare oltretutto come questa prestazione sia giunta all’interno di una partita in cui il calciatore ha giocato in una posizione diversa rispetto a quella in cui viene solitamente impiegato.

Sommando ciò alle sue naturali caratteristiche dunque la conclusione ipotetica è presto detta: Cancelo è meglio come esterno di centrocampo che come terzino?

Il portoghese, classe 1994, è dotato di grande tecnica, rapidità e estro. È uno di quei calciatori capaci di infondere simpatia alla visione, in grado di saltare l’uomo, di attirare la pressione anche di più di un avversario e di conseguenza liberare il movimento di un compagno, per poi servirlo con precisione, palla a terra tanto quanto crossando. Con questa disamina si spiega difatti il gran numero di occasioni da gol create dal numero 20 della Juventus, preziosissime soprattutto se funzionali a sbrogliare dalla marcatura attaccanti dalla capacità realizzativa di Mandzukic e Cristiano Ronaldo.

Il match di ieri in particolare lo ha visto in un ruolo inedito; se la Juventus ha giocato tre quarti di partita con il 433, al suo ingresso la squadra ha puntato ad allargare il gioco, disponendo il portoghese in una posizione di esterno destro di centrocampo, con il reparto completato da Bentancur, Emre Can e Bernardeschi. Cancelo dunque, liberato del lavoro sporco di attirare a sé la pressione avversaria, ha goduto di spazio e campo aperto, complice anche l’eccessivo allungarsi delle due squadre, e ha avuto la possibilità di arrivare più facilmente alla conclusione, dunque al gol. Ha sortito anche una certa sorpresa il fatto che egli fosse già in gran forma, in barba alla recente operazione al menisco e ai fastidi ravvisati in settimana.

Il grosso difetto che il bianconero ha sempre lasciato emergere, anche a detta del suo allenatore, è quello di una scarsa conoscenza di movimenti difensivi armoniosi con i compagni e di uscire spesso dalla linea arretrata in maniera avventata, ma per un difensore in età di pieno sviluppo tattico ci sono senz’altro grossi margini di miglioramento, e passi in avanti sono già stati fatti, tanto che molti dei clamorosi errori visti nelle prime giornate di campionato (il fallo da rigore nell’esordio di campionato con il Chievo, ad esempio), si sono verificati con meno frequenza.

Rispondendo alla domanda, dunque: Allegri farebbe bene a schierare più spesso Cancelo da terzino o da esterno di centrocampo?

La risposta si trova proprio in una dote dell’allenatore livornese: quella di saper adattare le armi a propria disposizione in base alle caratteristiche dell’avversario che volta dopo volta si andrà ad affrontare: qualora si scegliesse di giocare con un centrocampo a tre e magari con le tre punte, sarà lecito aspettarsi l’impiego del portoghese come terzino (ruolo in cui comunque De Sciglio non ha sfigurato), mentre possiamo aspettarci un suo impiego nella linea dei centrocampisti in casi in cui, come ieri, la squadra sarà costretta ad inseguire, a cercare di velocizzare il gioco e di alzare i ritmi. Nella fase a eliminazione diretta della Champions League, oltretutto, non è raro vedere finali di partita con squadre lunghe, difese esauste, spazi aperti e decine di metri di campo disponibili per il contropiede: facile quindi che questo possa essere l’habitat naturale per l’ex calciatore di Valencia e Inter, facendo raffiorare alla memoria l’utilizzo che due anni fa fu fatto anche di un giocatore con caratteristiche simili e spesso a lui accomunato: Dani Alves.

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