Malinovsky

Alla scoperta di Ruslan Malinovsky

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Ruslan Malinovskyi nasce ad Zytomyr, nell’omonimo Oblast, il 4 maggio 1993. È un mancino naturale, alto 181 centimetri, che nasce come mezz’ala, ma che riesce a svolgere egregiamente quasi ogni ruolo del centrocampo.

Sin dalla giovane età si avvicina al calcio mostrando subito il suo talento cristallino, lo Shakhtar Donetsk lo nota e all’età di 13 anni lo aggrega nel suo vivaio. Ruslan viene promosso in prima squadra nel 2011, senza però aver la possibilità di giocare. Si decide dunque che è il momento di mandarlo a farsi le ossa in prestito.

Nella stagione 2012/2013, Malinovskyi viene aggregato alla rosa del Sevastopol, squadra che oggi milita nella prima divisione ucraina, ma che all’epoca lottava per un posto nella massima serie. Lì Ruslan gioca 16 incontri mettendo a segno una rete.

Grazie al buon rendimento il prestito viene rinnovato, ma la squadra viene sciolta per via della Guerra del Donbass tra Ucraina e Russia, così il ragazzo a gennaio si accasa nuovamente in prestito, ma questa volta allo Zojra. Qui Malinovskyi metterà a segno 3 reti in 8 gare, oltre ad una pesantissima doppietta contro gli olandesi del Feyernood nelle qualificazioni per l’Europa League. A fine anno viene nominato miglior giovane del campionato ucraino.

Nel 2015 viene convocato per la prima volta dalla Nazionale maggiore, dove ha totalizzato fino ad ora 22 presenze e 2 gol, tra cui uno contro l’Italia all’inizio dell’era Mancini. Uno dei suoi principali estimatori è l’ex Pallone D’Oro Andrey Shevchenko, attuale allenatore dell’Ucraina, che lo considera uno dei migliori calciatori ucraini presenti in Nazionale.

 

 

Dopo l’esperienza con lo Zojra viene rigirato in prestito al Genk, in Belgio, dove esordisce il 15 gennaio 2016 nel match di Pro League contro lo Zulte Waregem vinto dai Puffi per 2-1. Nella sua prima stagione giocherà 15 partite e alla fine di essa lo Shakthar rinnoverà di nuovo il prestito alla squadra belga, ma questa volta inserendo il diritto di riscatto pari a circa 2 milioni di euro.

Propria quando la carriera dell’ucraino iniziava a delinearsi il ginocchio fa crack: rottura del legamento crociato. Resta ai box per diversi mesi, ma terminato il calvario dà inizio alla sua rinascita calcistica, riuscendo a fornire ottime prestazione e a segnare 5 reti nella seconda parte del campionato.

Nella stagione 2018/2019 esplode definitivamente il suo talento, viene schierato sia come regista davanti ai due centrali che come trequartista alle spalle delle punte. Ed è proprio da trequartista che ha mostrato tutta la sua classe e il suo talento, totalizzando 10 assist e 13 gol, dimostrandosi assoluto protagonista della vittoria del campionato belga da parte del Genk.

L’Atalanta lo nota e in questa sessione di mercato, sborsando 13,7 milioni di euro, lo porta a casa, siglando un contratto triennale.

Nel suo repertorio rientrano come specialità della casa punizioni chirurgiche, rigori, tiri dalla distanza, gran visione di gioco, passaggi lunghi e corti. Altra caratteristica importantissima è la sua capacità di poter svolgere entrambe le fasi di gioco, caratteristica che farà sicuramente comodo a Gasperini.

Oltre a innegabili pregi, il classe ‘93 ha naturalmente dei difetti, tra i quali principalmente vi sono l’irruenza e l’aggressività, che si evincono dai 7 cartellini gialli e 2 cartellini rossi racimolati nell’ultimo anno in Belgio.

Riguardo al suo impiego nei moduli atalantini, Ruslan può essere utilizzato sia come vice-Papu che come sostituto di uno dei due centrali di centrocampo, e in caso di emergenza come esterno.

Malinovskyi si è appena affacciato nel panorama calcistico che conta, è presto per tirare sentenze, ma è sicuramente un ragazzo da tenere d’occhio e che può trovare il suo spazio e dare il suo contributo se riesce ad amalgamare le sue qualità alle caratteristiche dello scacchiere bergamasco e del campionato italiano.

 

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