Mané

Sadio Mané è sempre l’uomo in più

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Il Liverpool di Klopp prosegue il proprio ruolino di vittorie in campionato, aggiungendo anche il Newcastle alla propria lista di vittime. Il 3-1 di Anfield maturato nell’anticipo della quinta giornata ha permesso ai campioni d’Europa in carica di confermarsi in vetta alla classifica e staccare sempre di più gli inseguitori, soprattutto dopo l’incredibile debacle del Manchester City in casa del Norwich.

Nel convincente trionfo Reds ha giocato ancora una volta un ruolo cruciale il numero 10 Sadio Mané, autore dei due gol che hanno ribaltato il vantaggio lampo firmato Jetro Willems. Il senegalese, arrivato dal Southampton nell’estate del 2016 per 41 milioni di euro, è ormai giunto alla sua quarta stagione nel Merseyside e con le sue prestazioni si sta sempre più confermando come l’idolo della Kop.

 

 

La scorsa è stata per Mané un’estate molto movimentata e dal sapore agrodolce: dopo la Champions vinta da protagonista con il Liverpool, il fenomeno nativo di Sedhiou ha guidato da capitano la propria Nazionale fino ad una finale di Coppa d’Africa che mancava dal 2002. L’atto conclusivo della rassegna continentale ha visto però la sconfitta dei Leoni della Teranga contro l’Algeria di Ryhad Mahrez e Ismaël Bennacer, impedendo all’ala del Liverpool di diventare il primo senegalese ad alzare il trofeo.

La delusione dopo una sconfitta così scottante è stata certamente difficile da digerire e aveva posto dei dubbi sul rendimento della freccia nera, che poteva risentire del basso morale derivato dal secondo posto. I tifosi del Liverpool sono invece rimasti piacevolmente sorpresi dal modo in cui Mané si è presentato in campo, voglioso di ricominciare esattamente come aveva concluso la stagione precedente, ovvero dimostrandosi un elemento di assoluto livello.

Assente nel Community Shield perso ai rigori contro il Manchester City e impiegato solo per 17 minuti nell’esordio contro il Norwich, sin dalla successiva finale di Supercoppa Europea, Mané ha ribadito la propria classe sopraffina. Una doppietta scoppiettante – con il secondo gol di pregevolissima fattura – ha sbrigliato i Reds da una partita resa davvero molto complicata dal giovane e frizzante Chelsea di Lampard, uscito poi sconfitto a testa altissima dopo la lotteria dei rigori.

Il fenomeno con la 10 ha poi giocato il ruolo del mattatore contro il suo ex Southampton con uno stupendo destro a girare e poi per l’assist a Firmino; un altro gol fantastico è stato realizzato a Turf Moor contro il Burnley. Nonostante il netto trionfo per 0-3 qualcosa si è incrinato nello spogliatoio Reds, soprattutto dopo la sostituzione dello stesso senegalese. Mané si è infatti fortemente lamentato dell’atteggiamento di Salah, reo di passare troppo poco il pallone e di cercare spesso e volentieri la giocata individuale, forse per dimostrare la propria importanza nello scacchiere di Klopp. È lampante che Mané e l’egiziano si contendano lo scettro di uomo di punta del gioco iper-offensivo del tecnico tedesco, uno status dal valore pressoché inestimabile, se si considera che al momento l’attacco del Liverpool ha davvero pochi eguali al mondo.

Nonostante le veementi polemiche scatenatesi dopo il gesto di Mané – e dopo le varie battute di Klopp per stemperare la tensione – alla ripresa dopo la pausa per le Nazionali il Liverpool non ha compiuto il passo falso che poteva originarsi dopo il sorprendente avvio del Newcastle. Mané ha segnato un’altra doppietta – 6 gol in 6 partite stagionali, 4 in 5 di Premier League, eguagliato il bottino dello scorso anno – composta dal solido bolide sotto l’incrocio lontano e da un fortunoso rimpallo dopo l’uscita del portiere avversario Dúbravka. I Reds hanno così messo a segno la quinta vittoria in altrettante partite di campionato per il secondo anno di fila, portando a 14 la striscia di successi consecutivi in Premier League, a meno 4 dal record del Manchester City.

Una partita che ha ribadito ancora una volta l’importanza di Sadio Mané, che quando segna ad Anfield è sinonimo di imbattibilità – 33 vittorie e 2 pareggi nelle 35 partite casalinghe in cui il senegalese ha timbrato il cartellino. Il 10 è sicuramente un giocatore di classe mondiale, le sue doti non si scoprono di certo oggi, ma è sempre più sorprendente come riesca ad imporre la propria costanza e il proprio valore in una squadra piena di stelle. Stelle alla continua ricerca della luce dei riflettori, quella che non interessa a Mané, l’uomo in più del Liverpool che vuole continuare a stupire il mondo.

 

 

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