Sampdoria 2022

Sampdoria, un trionfo con l’acqua alla gola

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Alla fine è stato quasi un trionfo. Con il Genoa in B, il Derby vinto con rigore parato da Audero e la salvezza raggiunta. La stagione della Sampdoria, tuttavia, si sarebbe potuta trasformare in un incubo, se non fossero intervenute le mani del portiere italo-indonesiano e la zampata di Sabiri, gli uomini decisivi nella stracittadina, che, di fatto, ha consegnato la salvezza ai blucerchiati.


Ranieri non rinnova: arriva D’Aversa

La Sampdoria termina la stagione 2020/2021 al nono posto con 52 punti e Claudio Ranieri in panchina. Il tecnico romano, però, nota nel presidente un netto calo della fiducia nei suoi confronti, e nella conferenza prima dell’ultima gara con il Parma annuncia il suo addio ai blucerchiati. Massimo Ferrero e Carlo Osti hanno dunque il compito di trovare un nuovo allenatore, e dopo vari casting, con le continue voci sui vari Italiano, Dionisi, Zanetti e Stanković, la scelta del presidente, di Osti e di Daniele Faggiano – che intanto è stato ufficializzato come nuovo direttore sportivo – ricade su Roberto D’Aversa. L’uomo artefice, insieme proprio a Faggiano, della risalita dalla Lega Pro alla Serie A del Parma.

Sul mercato la Sampdoria è protagonista di alcune cessioni come quelle di Jakub Jankto, Federico Bonazzoli e Gianluca Caprari. Con gli ultimi due che, al termine della stagione, si riveleranno gli uomini in più – rispettivamente – di Verona e Salernitana. Gli acquisti latitano, anche perché le casse blucerchiate non consentono grandi operazioni, con il club inserito nel trust Rosan e destinato alla cessione. Arrivano Ciccio Caputo e i giovani Radu Drăgușin e Riccardo Ciervo, che termineranno dopo sei mesi la loro avventura a Genova.

La partenza in campionato non è tra le migliori, con appena cinque punti in sette partite. Dopo il 3-3 con l’Udinese, la Sampdoria perde il gioiello Mikkel Damsgaard per un tempo che si rivelerà – poi – di sette mesi a causa di un artrite remautoide che lo obbliga a finire sotto i ferri. Ferrero convoca D’Aversa a Milano, facendogli interrompere un allenamento e – di fatto – sfiduciandolo.

La stagione prosegue, con Antonio Candreva a trascinare la squadra con sei gol e sei assist in sedici partite, ma con i punti che continuano a essere pochi. Appena 15. Fino al derby del 10 dicembre – il primo – che la Sampdoria vince grazie a Manolo Gabbiadini e Ciccio Caputo, nella settimana più assurda della storia recente del club. Quella che nasce – il 6 dicembre – con l’arresto di Massimo Ferrero per bancarotta fraudolenta.


L’arresto di Ferrero e il ritorno di Giampaolo

È un terremoto che scuote l’ambiente. Il presidente si dimette e il 27 dicembre viene eletto Marco Lanna, tra gli uomini che nel 1991 aveva portato lo scudetto a Genova. La Sampdoria riparte a rilento e a gennaio dal mercato arrivano Andrea Conti, Giangiacomo Magnani, Stefano Sensi – enorme illusione e delusione –, Abdelhamid Sabiri e Vladyslav Suprjaha. Ma con loro è anche il momento dell’esonero di D’Aversa dopo la sconfitta interna contro il Torino: al suo posto torna Marco Giampaolo.

Il tecnico di Bellinzona ha un solo obiettivo: la salvezza. La sua avventura parte con una sconfitta con lo Spezia e una vittoria roboante con il Sassuolo, battuto a Marassi per 4-0. È il 6 febbraio, ma la stagione è di quelle nate male e allora succede che Manolo Gabbiadini – sei gol nelle precedenti dieci partite – si rompe il crociato a mercato chiuso. La Sampdoria prende Sebastian Giovinco, ma la formica atomica è una comparsa e terminerà la stagione con soli due spezzoni contro Juventus e Udinese.

Con Giampaolo la Sampdoria è sulle montagne russe. Due vittorie in casa, una sconfitta esterna prima del crollo. Tra il 28 febbraio e il 13 marzo ne perde quattro di fila e va a Venezia con lo spettro della retrocessione incombente. Una vittoria degli ospiti ribalterebbe tutto, ma Ciccio Caputo spazza i momentaneamente i fantasmi con due reti. La vittoria potrebbe dare slancio, ma le due sconfitte con Roma e Bologna rimettono tutto in discussione. Il colpo più duro, però, arriva dalla Salernitana. Il 16 aprile la Samp cade in casa davanti ai tifosi – che contesteranno in albergo – ed è di nuovo in crisi.



Dal Derby di Boselli al Derby di Audero: è rivincita

Rimane solo il Derby. La classifica, prima del fischio di inizio, recita così: Sampdoria 30 punti, Cagliari e Salernitana 28, Genoa 25. Una vittoria del Grifone rimetterebbe tutto in gioco, una dei blucerchiati chiuderebbe i conti a distanza di 11 anni dal gol beffa di Boselli, che costò la B alla Sampdoria. E va come in un film.

Sabiri fa gol nel primo tempo, Audero para un rigore al 96′ a Mimmo Criscito, il capitano rimasto a Genova per salvare i rossoblù, sotto la Gradinata Nord. È apoteosi.

Dopo il Derby la Sampdoria chiude con due sconfitte e un bellissimo 4-1 alla Fiorentina. Quel che conta, però, è la salvezza, che arriva senza giocare. Alla trentasettesima giornata l’Inter vince a Cagliari, il Genoa cade a Napoli: la Sampdoria rimane in A, il Grifone crolla in Serie B e i tifosi si scatenano. Striscioni, funerali goliardici, entusiasmo e Giampaolo che, pur rinunciando al suo consueto 4-3-1-2, ma passando a un coperto 4-5-1 con Sabiri esterno sinistro, raggiunge il suo obiettivo.


E il futuro?

Il futuro della Sampdoria è tutto da definire. Il trustee Gianluca Vidal è alla ricerca di un acquirente del club, mentre il presidente Marco Lanna e il CDA sono in attesa. La loro missione era salvare la squadra e garantire l’iscrizione al prossimo campionato ed è stata completata con successo. Il board blucerchiato senza cessione potrebbe, però, proseguire anche nella prossima stagione in cui, nuovamente, il mercato sarà condizionato dalla povertà delle casse. Chi farà gli acquisti – con Faggiano e Osti, che a settembre era stato allontanato da Ferrero per poi essere reintegrato da Lanna – dovrà stare attento, mentre Giampaolo dovrà sfruttare al massimo risorse come Suprjaha – una sola presenza in sei mesi – e, magari, Bonazzoli, che tornerà dal prestito alla Salernitana. Per non finire, di nuovo, con l’acqua alla gola.


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