Thorgan Hazard

Thorgan Hazard, viaggiando oltre l’Eden

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Figlio di Thierry Hazard, ex mediano che non ha lasciato granché il segno nel calcio belga, Thorgan Hazard cresce in Vallonia a pane e calcio. Vive il pallone a 360°, e si ritroverà ad essere il fratello minore del più celebre Eden.



Il baby Hazard, nato a La Louviére il 29 marzo 1993, muove i primi passi al Tubize, squadra di seconda divisione belga. E mentre lui non è ancora professionista, vede il fratello Eden lasciare il Belgio e volare in Francia, al Lille. La compagine francese allora, forte del gran talento di Eden, ci riprova e spera di ripetere il colpo, cercando di portare anche l’adolescente Thorgan al nord della Francia, ma qui subentrano i genitori, che hanno paura possa soffrire della pesante ombra del fratello maggiore, e nel 2007 accettano allora per il loro figlio più piccolo l’offerta delle giovanili di un altro importante serbatoio francese di talenti, il Lens.

Thorgan segue la lunga trafila nelle giovanili del Lens e debutta con la prima squadra il 30 luglio 2011, nella partita casalinga persa per 0-2 contro il Reims. Il classe ‘93, trequartista di fantasia, non riesce però ad incantare sin da subito, ma nonostante tutto un anno più tardi, il 2012, arriva per lui la svolta. Il Chelsea di Abramovič mette infatti contemporaneamente gli occhi su Eden e Thorgan, reduci da annate ben differenti ma con doti tecniche già chiare a tutti. Il maggiore dei due vola in Inghilterra per la cifra di 40 milioni di euro, ed il 25 luglio 2012 il Chelsea ufficializza anche l’ingaggio di Thorgan, che si aggrega all’Under-21 della squadra londinese. Il ragazzo non è ovviamente pronto, e resta solo un mese a Londra, vestendo la maglia blue per una partita, prima di ripartire con la formula del prestito verso lidi amici, nella sua terra natia, ad accoglierlo c’è lo Zulte Waregem, club della Pro League belga che può dargli visibilità e soprattutto continuità.

In patria Hazard jr inizia a farsi notare per la classe di cui è dotato, ha caratteristiche simili a quelle del fratello: ambedue giocano nel ruolo di trequartista ed esterno offensivo, hanno il dribbling facile e un arsenale tecnico di notevole spessore. Thorgan si disimpegna alla grande nelle due stagioni in maglia Zuite, collezionando 21 reti – 17 nella stagione seconda annata – e 30 assist in 74 presenze, ma l’esplosione casalinga non è sufficiente per una riconferma con la maglia del Chelsea.

Thorgan vuole però mettersi in mostra in palcoscenici europei più prestigiosi della Jupiter League, e nel 2014 arriva la chiamata dalla Germania, dall’altro capo del telefono c’è il Borussia Mönchengladbach, team che eccelle nel far compiere ai giovani la piena maturazione calcistica, Hazard coglie l’occasione al volo e il 5 luglio 2014 il Chelsea ufficializza il suo prestito al club tedesco.

Debutta con i nuovi compagni il 26 luglio 2014 in un’amichevole precampionato contro il Bayern Monaco, tuttavia le belle aspettative riposte sul fantasista fiammingo si spengono ben presto. Il primo anno teutonico si chiude infatti con numeri non troppo entusiasmanti: 5 reti in 41 presenze stagionali. Nonostante tutto Favre e il Gladbach credono in lui versando un anno più tardi 8 milioni nelle casse dei Blues per riscattare quello che al momento era ancora conosciuto come «il fratello di Eden».



Caricato dalla rinnovata fiducia e dal buon rapporto con l’allenatore svizzero, Thorgan Hazard si mette a sudare e a migliorarsi. Il minutaggio cresce nella stagione successiva ed esordisce pure in Champions League con la maglia dei puledri. A causa dei risultati che non arrivavano, Favre presenta le sue dimissioni alla dirigenza, che è quindi costretta a cambiare guida tecnica, rimpiazzando il mister svizzero con il giovane Schubert.

«Favre mi ha insegnato tanto. Ho sperato fino all’ultimo che ritirasse le sue dimissioni, dato che Schubert non parla il francese e non riusciamo a comunicare molto». Così diceva, ma è proprio il cambio di allenatore a dare il la all’exploit di Thorgan Hazard. Il giovane tecnico tedesco lo trasforma sul campo: viene spostato dall’esterno dell’attacco, dove da sempre stazionava, verso il centro. Una nuova posizione da trequartista alle spalle dell’unica punta Raffael che gli permetteva di svariare su tutto il fronte offensivo. Al resto ci pensavano i piedi di Thorgan, che si intendeva a meraviglia col compagno di reparto.

E dall’annata 2016/2017 i numeri del piccolo Hazard subiscono un’ulteriore impennata, grazie anche al ruolo che il neoallenatore Hecking – giunto al Borussia Park nel dicembre del 2016 – gli attribuisce in campo. Un Thorgan Hazard ancora più vicino alla porta, non più trequartista ma seconda punta; il folletto belga è decisivo come non mai nella sua carriera.

Nella stagione 2017/18 non salta una singola gara di campionato e diventa il primo giocatore nella storia del Borussia a essere direttamente coinvolto nella realizzazione di almeno un gol in nove partite consecutive, ma l’anno successivo riesce a fare anche di meglio: 12 marcature stagionali di cui 9 in Bundesliga e 3 in Coppa di Germania e a condire il tutto 10 assist nel campionato tedesco.


Incrementano il bottino di reti di Thorgan pure le due reti segnate con la maglia del Belgio nella Nations League. Perché sì, il fratello di Eden da circa sei anni è nel giro della Nazionale dei Diavoli Rossi e ha fatto parte della truppa che ha partecipato al Mondiale in Russia, totalizzando due presenze.

Nell’estate del 2019 viene acquistato per 25,5 milioni di euro dal Borussia Dortmund, che lo aggiunge al già pregno di talento reparto d’attacco giallonero, che presentava in quel momento giocatori del calibro di Jadon Sancho, Paco Alcácer e Marco Reus, e che adesso presenta al posto dello spagnolo la più talentuosa punta del calcio mondiale, Erling Håland, insieme ai quali proverà ad abbattere l’egemonia del Bayern Monaco e vincere il Meisterschale.

Thorgan Hazard ha ormai raggiunto l’apice della sua metamorfosi calcistica, diventando uno dei migliori numeri 10 del panorama europeo. Lo spettro ingombrante del fratello Eden, nonostante nel frattempo sia diventato uno degli acquisti più costosi della storia del calcio trasferendosi al Real Madrid, non c’è più: «Quando ero più piccolo sentivo la pressione di portare lo stesso cognome di Eden. Adesso però che mi sto facendo un nome anche io, è tutto passato».


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