Ndombele

Perchè il Tottenham ha speso 60 milioni per Ndombele?

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Genio. Pochettino non usa queste parole con leggerezza.

L’allenatore del Tottenham ha passato una vita calcistica ‘spalla a spalla’ con dei geni. C’è stato Maradona, un vecchio compagno di stanza, e due showmen come compagni di squadra, al PSG: Jay-Jay Okocha e Ronaldinho. Nel Febbraio del 2018, l’argentino ne scoprì un altro, ovvero Moussa Dembélé.

Il belga poteva sembrare un particolare tipo di genio; un centrocampista con una media di un gol ogni 25 partite e senza assist negli ultimi 48 match giocati. C’era la sensazione che fosse così idiosincratico da sembrare insostituibile. Pochettino, un anno e mezzo fa, lo definiva “uno dei più incredibili talenti nella storia del calcio“.

C’è un modo per spiegare la cifra record di 55 milioni di sterline – più bonus – che gli Spurs hanno pagato per Tanguy Ndombele: è il sostituto naturale del tanto adorato belga. Ce ne sono altri, naturalmente: i probabili proventi della vendita di Eriksen, i posti vacanti in un centrocampo dove Dembélé è già stato venduto – insieme all’altro probabile partente, ovvero il danese –, un Victor Wanyama incredibilmente regredito, la necessità di ringiovanire una squadra che notoriamente non era stata rafforzata nelle ultime due finestre di trasferimento, i soldi guadagnati nella cavalcata verso la finale di Champions League, il desiderio di accontentare Pochettino.

Ma c’erano altri motivi per i quali Ndombele colpisse in maniera particolare. La sua prestazione contro il Manchester City è stata classificata tra le migliori di un giocatore ospite all’Etihad Stadium la scorsa stagione – un’altra è arrivata da un nuovo compagno di squadra, Son Heung-min –. A 22 anni, offre potenzialmente un dominio decennale su tutti i campi inglesi ed europei. È comunque difficile sfuggire alla sensazione di trovarsi di fronte un ‘clone’ di Dembélé, e non semplicemente a causa della somiglianza nei loro cognomi. Hanno entrambi fisico e resistenza, sanno avanzare e tenere la palla. È una combinazione di attributi che pochissimi altri possiedono.

Consideriamo i numeri. Il tasso di completamento di passaggi di Ndombele in Ligue 1 la scorsa stagione, secondo WhoScored, era dell’89,1%; la maggior parte di coloro che erano più precisi nella loro distribuzione erano difensori e quindi sotto minore pressione. Dembélé, al suo apice, ha raggiunto il 92%, venendo superato da soli sei centrocampisti della Premier League. Curioso il fatto che uno di questi sia un suo nuovo compagno di squadra, Harry Winks – cosa che fa ancora più capire il genere di giocatori che vuole Pochettino –.

Praticamente tutti quelli che avevano una media superiore di dribbling in Francia erano attaccanti; in effetti, ogni giocatore della Premier League che ha superato i suoi 1.9 dribbling per partita è un’ala. Ancora una volta, Ndombele non sta registrando le statistiche di Dembélé, ma l’unicità del belga derivava dal suo ruolo di centrocampista “sulla palla”. Dove gli altri avrebbero usato il passaggio per eliminare gli avversari dal gioco, Dembélé lo ha fatto dribblando.

Il comune denominatore tra i recenti obiettivi di Pochettino è la capacità di far avanzare la palla. Barkley era ricercato nella finestra del gennaio 2018, Jack Grealish nell’estate successiva. Ognuno è stato criticato a volte per una mancanza di gol e assist, proprio come lo era Dembélé. Ognuno ha nel proprio arsenale un’ottima capacità di mantenere un possesso palla offensivo. Sembra un ‘marchio Pochettino’, una versione dei running back della NFL o, forse, di alcuni centri rugbistici.

Questo suggerisce che il giudizio dell’allenatore argentino su tali giocatori non derivi dal loro contributo in zona-gol, ma dalla loro abilità di accompagnare la squadra nella trequarti avversaria. E dato il modo in cui spesso fa affidamento sui terzini per una larghezza a tutto campo, il centrocampista centrale che porta la palla ha un ulteriore significato. Dembélé ha portato ad un’altra dimensione il sistema di gioco, ma mentre sono cresciuti esponenzialmente in Europa, i punti in Premier League sono passati dagli 86 della sua migliore stagione – 2016/17 – a soli 71. Ndombele sarà incaricato di ridare agli Spurs ciò che hanno perso quando Dembélé se ne è andato. Il prezzo e la ricerca certosina di un successore hanno mostrato quanto fossero rari i suoi doni.

 

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