VAR

La VAR migliora davvero il calcio?

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Dall’inizio della Serie A 2018/2019, ovvero la seconda stagione in cui è stata utilizzata la VAR in Italia, quella che sarebbe dovuta essere la stagione della conferma e del miglioramento, la VAR ha ottenuto invece il risultato opposto: sono aumentate le polemiche e soprattutto sono aumentati gli errori.

Il primo anno, al debutto, creò diverse polemiche, alcune legate agli errori commessi dagli arbitri, altre alle tempistiche, che la accusavano principalmente di essere eccessivamente rallentatrice del gioco, con pause troppo lunghe che rischiavano di rompere troppo i ritmi della gara. Dall’anno successivo, invece, le polemiche sono concentrate sul motivo per il quale a volte intervenga e a volte no, con qualcuno che, non conoscendo le normative, ha pensato fosse una scelta dettata dalla simpatia o dai soliti complotti che noi italiani non ci facciamo mai mancare. E invece no, perché, come ho detto poc’anzi, dalla stagione 2018/2019 vi sono delle nuove normative dettate dall’IFAB, l’organo che decide le regole del calcio, che limitano notevolmente l’utilizzo della VAR.

Hanno voluto infatti intervenire sul problema delle tempistiche elevate, impossibilitando però così l’arbitro di poter rivedere diversi errori commessi e quindi togliendogli la possibilità di correggerli.

In cosa consistono queste nuove regole? Il VAR può intervenire o richiamare l’attenzione dell’arbitro non più quando vi è un «chiaro errore», come era nella prima stagione, ma solo quando c’è un «chiaro ed evidente errore». Questo fa si che gli errori legati ai centimetri di campo – fuorigioco, fallo dentro o fuori l’area, pallone uscito o no – siano, almeno in teoria, sempre sanzionati, mentre quelli che vedono un tocco di mano in area piuttosto che un contrasto irruento vengono spesso tralasciati perché non ritenuti dall’interpretazione del VAR come dei chiari ed evidenti errori.

Io, dal canto mio, penso che questi provvedimenti siano sbagliati, e vi spiego il perché. La VAR aveva indubbiamente dei problemi che andavano risolti, ma intervenendo così non si fa altro che creare ancora più caos. Invece di irrigidire il controllo, cosa che secondo me avrebbe migliorato la situazione, si è andati per la strada che ammorbidisce l’utilizzo e lo rende ancora più soggettivo, creando così ancora più polemiche.

Chiudo con una provocazione: se questa è la modalità di uso della VAR, limitata e soggettiva, non è meglio tornare a giocare senza, evitando dunque di creare una disparità di trattamento inevitabile?

 

 

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