Villas Boas Marsiglia

Marsiglia e Villas-Boas, rialzarsi insieme

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11 dicembre 2013, Stade Vélodrome, Marsiglia. È l’ultima giornata della fase a gironi della Champions League e ad affrontare i padroni di casa c’è il Borussia Dortmund, a caccia di una vittoria che significherebbe ottavi di finale; il Marsiglia, invece, non insegue nulla, se non una dignitosa conclusione per una campagna europea disastrosa: i biancazzurri hanno perso tutte le partite finora disputate, certi dell’eliminazione già dopo la terza partita – e terza sconfitta, per mano dello sfortunatissimo Napoli che uscirà per differenza reti – e, con grande atto di coerenza, escono sconfitti anche nella sesta partita, condannati dal gol tardivo di Grosskreutz, col BVB che festeggia il passaggio del turno. È questo l’ultimo amaro ricordo dei tifosi marsigliesi nella coppa dalle grandi orecchie, competizione da allora inseguita ma solo accarezzata in alcuni casi, in altri neanche lontanamente sfiorata.



L’11 dicembre 2013, da contratto, André Villas-Boas è l’allenatore del Tottenham. Deve preparare la sua squadra per la partita casalinga contro il Liverpool: una partita pesante, contro un avversario molto forte, per dimostrare le vere ambizioni della squadra in un campionato finora piuttosto altalenante. Villas-Boas la partita la prepara, ma non esattamente bene, visto che gli Spurs vengono demoliti in casa per 0-5 dai Reds; il giorno dopo, il 16 dicembre, il portoghese risolve consensualmente il suo contratto. Per la seconda volta consecutiva da quando ha lasciato il Porto, con cui aveva vinto una competizione europea – l’Europa League – da più giovane allenatore di sempre, André non è riuscito a confermarsi, e a 36 anni la sua carriera sembra essere già in declino.

Il parallelismo dei fallimenti tra Marsiglia e Villas-Boas è solo iniziato: gli anni a seguire saranno anni di anonimato, intervallati da successi piuttosto magri o comunque non sufficienti a ritornare ai fasti di un tempo: per il Marsiglia, i massimi traguardi sono un beffardo quarto posto e una finale di Europa League – persa in maniera schiacciante – nel 2017/18 con Rudi Garcia in panchina, mentre due anni prima aveva chiuso la Ligue 1 con un umiliante tredicesimo posto; per l’allenatore di Porto, il picco più alto negli anni a seguire è la vittoria del campionato russo nel 2014/15 con lo Zenit, che lascia a conclusione della stagione successiva per nutrire il portafogli in Cina, allo Shangai SIPG.

Che le strade di Marsiglia e AVB si incrociassero, comunque, era tutto fuor che scontato. Il perché è riconducibile agli ultimi anni del portoghese post Cina: terminata l’esperienza allo Shangai, André decide di farsi un regalo per i 40 anni: mettere in stand-by il calcio e dedicarsi a un’altra grande passione, i motori; partecipa al Rally Dakar, da cui però deve ritirarsi dalla quarta tappa per un infortunio alla schiena. Ma anche conclusa l’esperienza al volante, la voglia di allenare di André non è tanta, e infatti sceglie di prolungare la pausa dalla sua carriera calcistica fino a 2 anni. Nel frattempo, dopo una già citata ottima prima stagione con Rudi Garcia, che sembrava aver posto le basi per una rinascita e una crescita del club, l’OM dell’ambizioso quanto ambiguo proprietario americano Franck McCourt si è – in modo assai deludente – confermato una squadra in decadenza, chiudendo al quinto posto con 16 punti in meno dell’anno prima.

Il 28 maggio 2019 il matrimonio è ufficiale: Villas-Boas è il nuovo allenatore del Marsiglia. Lui, che spesso nella sua carriera aveva lamentato il poco tempo concesso agli allenatori dalle dirigenze affamate di risultati, riparte da una squadra con una delle tifoserie più pretenziose d’Europa, con un disperato bisogno di tornare a giocare la Champions League. Ma ne è consapevole.

Che la sfida non sarà facile lo dimostra anche il calciomercato: i conti societari sono fragili e di fatto les Olympiens devono rinunciare a qualsiasi illusione estiva, e non solo; il DS Zubizarreta lascia partire Ocampos, N’Jie e Luiz Gustavo, mentre in entrata i colpi fondamentalmente sono il Pipa Darío Benedetto – attaccante pittoresco ma non eccezionale – , il centrocampista Valentin Rongier e il centrale difensivo Álvaro González, stop.



Ma mercato o meno, l’inizio di stagione è alle porte. I risultati in amichevole sono stati altalenanti, ma non privi di buoni segnali. Peccato che tutti questi segnali spariscano alla prima di campionato, contro il Reims: i rossobianchi espugnano il Vélodrome per 0-2 e se non c’è da essere catastrofici, non c’è di certo da gioire. La settimana successiva conferma i brutti presagi, poiché Payet e compagni pareggiano 0-0 col Nantes; Benedetto sbaglia un rigore all’esordio da titolare, e dopo due giornate la squadra ha raccolto 1 punto e segnato 0 gol. Non sarà un crocevia, ma per la sfida della terza giornata contro il Nizza AVB si aspetta inevitabilmente risposte dai suoi ragazzi. E le risposte arrivano, visto che Payet e compagni si impongono 1-2 all’Allianz Riviera, prima rete francese di Benedetto e poi rigore di Payet stesso. Forse è la svolta.

Arrivano altre due vittorie contro Saint-Étienne e Monaco – in un fantastico 3-4 – e la classifica si fa più gradevole, poi però arrivano tre pareggi di fila, poi una sconfitta, tutti contro squadre sulla carta battibili; il bel giocattolo sembra essersi già rotto, dopo un’effimera ribalta durata qualche settimana. Arriva una vittoria per 2-0 con lo Strasburgo, ma nel turno successivo, contro le divinità del PSG, arriva un’altra batosta: 4-0. È la sconfitta più giustificabile e meno giustificabile, perché è un Classique, che col passare degli anni sembra avere sempre meno senso.

Dopo undici partite ad andamento difficilmente comprensibile, il Marsiglia deve iniziare a ingranare, anche se le due avversarie successive sono la seconda e la terza del campionato scorso, Lille e Lione, ma l’OM riesce a battere entrambe, così come le quattro avversarie successive: il 4-3-3 di Villas-Boas comincia a dimostrarsi produttivo. È la svolta, stavolta davvero.

Il Marsiglia si aggrappa al secondo posto e se lo tiene stretto, e nonostante qualche passo falso, come la sconfitta 1-3 il Nantes – l’unica in 17 partite – Les Pochéens restano primi nel campionato francese versione sensata.

Che ne sarà della stagione del ritorno alla ribalta di Marsiglia e André Villas-Boas non ci è ancora dato saperlo. Tuttavia, quando il calcio meriterà nuovamente spazio, al mister basterà mostrare ai suoi giocatori la classifica per ricordargli che a calcio ci sapevano giocare discretamente bene.


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