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Sei giocatori delle neopromosse da tenere d’occhio

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Ritorna la Serie A, e con essa anche la curiosità di migliaia di tifosi di scoprire i nuovi giocatori arrivati dal mercato e dalle neopromosse. Mai come quest’anno, proprio dalla Serie B sono salite tre squadre che mettono al centro del progetto il bel gioco e l’estro di giovani talenti che non dubitiamo possano far parlare di sé. Il Benevento di Montipò e Roberto Insigne, il Crotone di Kargbo e Crociata, e lo Spezia di Maggiore e Ricci sono riusciti ad approdare in Serie A dopo una stagione infinita, terminata neanche un mese fa con la vittoria degli spezzini nei play-off contro il più quotato Frosinone. Andiamo ad analizzare i due giocatori più promettenti per ogni squadra, che sono composte da giovani talenti e vecchie conoscenze del nostro campionato.


Benevento

Montipò: Lorenzo Montipò è un portiere classe 1996 che gioca a Benevento dal 2018, dopo essere cresciuto nel Novara e avere fatto esperienze in prestito a Siena e Carpi. Per lui anche diverse presenze nelle nazionali minori, 10 gettoni fra Under-18 e Under-21. L’estremo difensore dei giallorossi ha terminato la scorsa stagione con la bellezza di 17 clean sheet, che hanno regalato al Benevento la palma di miglior difesa del campionato cadetto. Nelle due stagioni fra i pali dei campani, Montipò ha dimostrato una crescita esponenziale, imponendosi come uno dei migliori portieri della Serie B per due stagioni di fila. Il suo repertorio completo, che comprende ottimi riflessi fra i pali e posizionamento, lo possiamo notare in almeno tre parate decisive nella partita con la Juve Stabia, che è valsa la promozione. L’età è dalla sua parte, e la salvezza del Benevento quest’anno potrebbe passare anche dai suoi guantoni.


Insigne: Roberto Insigne è una seconda punta classe 1994, cresciuto nelle giovanili del Napoli, con cui esordisce in Europa League nel 2013. Passa in prestito a Perugia l’anno dopo, con cui conquista il campionato di Lega Pro, mettendo a referto anche la sua prima rete fra i professionisti. Terminata l’esperienza umbra si trasferisce, nuovamente in prestito, alla Reggina con cui trova continuità di gioco e gol, mettendo a referto 32 presenze e 9 reti in Lega Pro. La prima comparsa in Serie B avviene nella stagione 2015/2016, durante la quale milita sempre in prestito all’Avellino. Qui Roberto mette in luce ottime doti nell’uno contro uno e in velocità, dimostrando una notevole propensione offensiva. Resta in B anche nelle successive stagioni, giocando a Latina e Parma, con il quale conquista la promozione. Nel 2018 approda a titolo definitivo al Benevento, di cui diventa presto titolare. Con i sanniti ha disputato la miglior stagione della sua carriera lo scorso anno, conquistando una promozione meravigliosa condita da 7 gol in 34 presenze. La sua tecnica e velocità lo rendono una spina nel fianco per le difese fisiche, è inoltre un esperto battitore di calci piazzati. Non è più giovanissimo, ma quest’anno ha finalmente l’occasione di misurarsi in Serie A, ed è sicuramente un giocatore da tenere d’occhio.


Crotone

Kargbo: Augustus Kargbo è un attaccante del Sierra Leone classe 1999, e da alcune settimane sta facendo parlare di sé dopo gli interessamenti di mercato di Udinese e Bologna. La seconda punta del Crotone ha cominciato a giocare fra i grandi nel 2017, quando ha militato nel Campobasso in Serie D, mettendo a referto 6 gol in 20 presenze. Nell’agosto del 2018 passa a Crotone a titolo definitivo, che lo gira in prestito sempre in D, al Roccella, con cui segna 4 reti in 13 presenze. La scorsa stagione ha visto l’esordio fra i professionisti del centravanti, che ha militato, sempre in prestito, nelle fila della Reggiana, trascinandola a suon di gol verso una storica promozione in Serie B. Il gol in finale dei play-off contro il Bari ha convinto definitivamente Stroppa ad aggregarlo alla prima squadra per la prossima stagione di Serie A, per completare un reparto interessantissimo con Simy, Rivière e Junior Messias. Le caratteristiche peculiari di Kargbo sono la velocità e il senso del gol, con cui compensa un fisico non propriamente da granatiere. Per lo stile di gioco dei pitagorici, Kargbo potrebbe agire sia alle spalle di Simy, duettando con il bomber nigeriano, sia come prima punta atipica in situazioni di emergenza. Un jolly offensivo che vale la pena tenere d’occhio.


Crociata: Giovanni Crociata è un centrocampista centrale del 1997, ed è una vecchia conoscenza del Milan, con il quale ha fatto tutta la trafila delle giovanili. Dopo un prestito a Brescia, con cui ha esordito in B, Crociata trova la sua dimensione nel Crotone, con il quale nel 2017 gioca 11 partite in Serie A, segnando anche un gol. Nella stagione successiva non trova il giusto spazio, trasferendosi a Carpi, restando l’ultima scelta in mediana. L’anno scorso trova finalmente un posto da titolare a Crotone, giocando 30 partite e consacrandosi come uno dei migliori centrocampisti del campionato cadetto. I suoi punti di forza sono le incursioni e un preciso tiro da fuori, con cui si è levato la soddisfazione di segnare 5 reti in B lo scorso anno. È un centrocampista dai piedi educati, e può agire sia da regista arretrato che da offensivo, ricoprendo all’occorrenza il ruolo di trequartista. Il suo vizietto per il gol potrebbe fargli levare belle soddisfazioni anche in A, sebbene l’arrivo di Cigarini nel suo ruolo potrebbe limitarne le presenze.


Spezia

Maggiore: Giulio Maggiore è un centrocampista classe 1998, è un prodotto del vivaio della società ligure, con la quale ha già giocato 114 partite nonostante la giovane età. Il suo ruolo è quello della classica mezzala, specializzato negli inserimenti senza palla e nella corsa. Nonostante queste caratteristiche può vantare anche un’ottima fisicità che lo rendono prezioso nei recuperi palla. Occasionalmente è stato schierato anche difensore centrale, rendendolo un vero e proprio jolly per la squadra di Italiano. Maggiore ha diverse esperienze anche nelle nazionali giovanili, e nella scorsa stagione è riuscito a mettersi in luce come uno dei giovani prospetti italiani più interessanti. Dopo quattro stagioni in B, Maggiore è riuscito a coronare il sogno di indossare la fascia di capitano dello Spezia, squadra di cui è tifoso, e di portarlo in Serie A per la prima volta nella sua storia. Nella massima serie potrebbe definitivamente consacrarsi, sebbene pecchi un po’ nell’esperienza e nella gestione dei cartellini – ben 11 lo scorso anno, di cui 2 rossi.

Ricci: Matteo Ricci è un centrocampista dello Spezia, nato a Roma nel 1994. Proprio nella Roma muove i primi passi nel mondo del calcio, conquistando una Coppa Italia e una Supercoppa con la Primavera. Nel 2013 comincia una serie di prestiti in giro per l’Italia, che lo portano a misurarsi su campi come Grosseto – con cui gioca 25 partite in Lega Pro –, Carpi, Pistoiese, Pisa – nel quale gioca la prima stagione da titolare con Gattuso, conquistando la promozione in Serie B –, Perugia – dove arriva l’esordio nel campionato cadetto – e Salernitana. Nel 2018 viene acquistato a titolo definitivo dallo Spezia, con il quale trova continuità di gioco e di prestazioni. Infatti Ricci, insieme al fratello gemello, si mette in mostra confermandosi come uno dei migliori mediani del campionato. Centrocampista di sostanza, fa della qualità palla al piede la sua dote migliore, ed è fondamentale per il gioco dello Spezia, che fa del possesso palla e del dominio del gioco la sua arma preferita. In questo schema Ricci ha il compito centrale di far girare la squadra, senza però perdere di efficacia in zona offensiva. È capace infatti di bucare il portiere dalla trequarti con i suoi potenti tiri da lontano, che gli permettono di rendersi imprevedibile anche su punizione. Anche per lui questa potrebbe essere la stagione della consacrazione in Serie A.

Il campionato di B è sicuramente una delle seconde serie più interessanti e competitive, ed è fondamentale per la crescita dei giovani. La gavetta in cadetteria è diventata quasi necessaria in un sistema calcio che dà sempre meno chance di mettersi in luce, ma gli esempi di Sandro Tonali, Stefano Sensi e Jorginho, oltre a quello di Francesco Caputo, se vogliamo inserire anche chi in A ci è arrivato “tardi”, ci dimostrano come, anche passando dalla B, si possano raggiungere i vertici del calcio italiano e non solo.

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