Suárez morsi

Storia dei morsi di Luis Suárez

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Luis Suárez è senza ombra di dubbio uno degli attaccanti più forti della sua generazione e non solo, ha segnato caterve di gol in tutta Europa con le squadre di club nelle quali ha militato – soprattutto con le maglie di Ajax, Liverpool e Barcellona – e in tutto il mondo con la Nazionale uruguaiana, e così come un grande goleador, è sempre stato anche un personaggio molto controverso.

Il suo principale difetto, che non è né tecnico né atletico, riguarda il suo carattere irruente e i suoi comportamenti in campo e fuori. Tra le altre cose, è stato accusato innumerevoli volte di essere un simulatore, ovvero di accentuare estremamente o inventare totalmente cadute e colpi ricevuti, ed è stato condannato – 8 giornate e 50.000 euro di multa – per episodi razzisti contro Patrice Evra quando militava al Liverpool, ma da questo punto di vista è famoso soprattutto perché ha praticamente fatto del morso un suo marchio di fabbrica. Di seguito, le vittime che si sono viste addentare la propria carne dal nativo di Salto.


I morsi di Suárez: Otman Bakkal (2010)
Suárez morsi

In moltissimi non conoscono questo episodio. Il primissimo morso di Luis Suárez avvenne in una partita di Eredivisie contro il PSV Eindhoven, quando il sudamericano militava nell’Ajax. A subire quest’atto degno di Nosferatu fu il trequartista Otman Bakkal, sulla spalla, e benché il tutto fosse avvenuto davanti all’arbitro, il direttore di gara non si accorse di nulla, non prendendo provvedimenti nonostante la segnalazione del calciatore di origini marocchine. La cosa, però, non passò inosservata nei giorni seguenti, l’Ajax stesso sospese per due gare il giocatore e lo multò, prima dell’intervento della Federazione calcistica neerlandese che lo squalificò per 7 turni. Suárez, ovviamente, si scusò, giustificandosi però in maniera non troppo convincente con un: «In quel momento senti solo il tuo cuore battere forte e non pensi a cosa fare».

I morsi di Suárez: Branislav Ivanović (2013)
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Trasferitosi in Inghilterra, ha voluto mettere la sua speciale firma anche in Premier League. Il malcapitato questa volta è Branislav Ivanović, difensore serbo del Chelsea, in una gara di campionato contro questi ultimi. Anche in questa occasione riuscì a scamparsela sul campo, e giocò tutta la gara, segnando anche il gol del pareggio per i Reds al 97′. Questa volta il fatto ebbe, per ovvie ragioni, molta più risonanza mediatica, tanto che persino l’allora primo ministro britannico David Cameron chiese alla Federazione calcistica inglese di applicare una punizione esemplare nei confronti del giocatore. La decisione finale portò a 10 turni di squalifica e una multa con cifre non rivelate – si parla di 50.000 sterline. Suárez si scusò ma anche questa volta non a pieno, ritenendo eccessiva una squalifica che andasse oltre le 3 canoniche giornate che di solito vengono applicate. Da quel momento, inoltre, iniziò a sbriciolarsi il suo rapporto con il Liverpool, che terminerà nell’anno seguente.

I morsi di Suárez: Giorgio Chiellini (2014)
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Il suo più famoso ed – al momento, ma ci auguriamo per sempre – ultimo morso è quello stampato sulla spalla di Chiellini, durante la gara dei gironi dei Mondiali 2014 tra l’Italia e il suo Uruguay. Come nei due precedenti, Suárez ha terminato la gara, riuscendo ad eliminare l’Italia e passare agli ottavi di finale. Nei giorni immediatamente successivi il giocatore si è difeso dicendo: «dopo un contatto ho perso l’equilibrio, il mio corpo è diventato instabile e sono caduto addosso al mio avversario», la FIFA non ha ovviamente creduto a questa versione e, visto la recidività e l’assenza di rimorso, la punizione è stata estremamente dura: l’uruguayo venne squalificato per 9 gare internazionali – la squalifica più lunga nella storia dei Mondiali, che prima apparteneva a Mauro Tassotti, con 8 giornate, per aver rotto il naso a Luis Enrique ad USA ’94 –, multato per 100.000 franchi e gli venne impedito di prendere parte a qualsiasi attività calcistica – anche da spettatore – per i successivi 4 mesi. Questa pena così pesante ha creato innumerevoli polemiche da parte del mondo Uruguay, dalla Federazione calcistica e i compagni di squadra ai giornali locali, fino all’ex presidente del Paese Pepe Mujica, che ha definito la punizione come «fascista» e la FIFA come «un gruppo di vecchi figli di puttana». Solo dopo qualche giorno Suárez si è scusato con Chiellini, e solo dopo qualche anno ha ammesso che le giustificazioni erano una negazione della realtà.


Gli altri morsi di Suárez

I tre casi raccontati sono quelli accertati e sotto gli occhi di tutti, ma a quanto pare ce ne potrebbero essere degli altri. Ci sarebbe un sospetto tentativo di morso ai danni di Demichelis in un Barcellona-Manchester City di Champions League del 2015, ma potrebbe semplicemente essere un contatto e un movimento casuale che, con una buona dose di pregiudizio, si è scambiato per tale. Altri invece, stando a quanto rivelò il Daily Star, potrebbero provenire dal passato: si parla addirittura di cinque morsi che il giocatore avrebbe dato quando ancora giocava in Sud America. Questo, sempre secondo il tabloid inglese, giustificherebbe la così dura squalifica della FIFA, influenzata anche da queste prove apparentemente nascoste negli anni dalla Federazione calcistica uruguaiana. Il portavoce della FIFA, al quale all’epoca vennero poste delle domande a tal riguardo, non smentì né confermò l’indiscrezione, ma c’è da dire che vi erano ancora in corso le procedure di giudizio, dato che l’Uruguay aveva presentato ricorso. La cosa va quindi presa con estremo garantismo, visto che spesso i tabloid inglesi sono poco affidabili e soprattutto che non è mai stata né confermata né provata.

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