Crystal Palace

Crystal Palace, una storia da Royal Eagles

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Il Crystal Palace è un team londinese, ma tutto ha inizio dove il tempo si ferma, in un distretto, Greenwich, perché è lì che il 28 giugno del 1491 Elisabetta di York dà vita al figlio Enrico Tudor, diciotto anni dopo Enrico VIII.



È protagonista di un rapporto particolare con la Chiesa Cattolica – prima defensor fidei e poi eresiarca per aver fondato la Chiesa anglicana – ma grande amante della bella vita e della libertà: sei matrimoni e un potere assoluto, in gran parte utilizzato per la crescita culturale e architettonica del suo territorio.

È per questo che nel 1536 esige ed ottiene il feudo di Hyde, trasformandolo in un vero e proprio royal hunting park, luogo di caccia riservato solo alla corte. Saranno prima parzialmente Giacomo Stuart qualche decennio dopo e poi definitivamente Carlo I negli anni trenta del secolo successivo ad aprire l’area al pubblico, è così che nasce l’Hyde Park, un punto di ritrovo per i cacciatori esperti e gentlemen del tempo.

Il parco fa la storia, diventa un rifugio per il popolo spaventato dalla Grande peste londinese del XVII secolo, poi un punto di ritrovo per gli amici in una città che governerà un regno e poi un impero. Si arriva alla metà dell’Ottocento, quando viene programmata la prima Great Exhibition di sempre, evento che passerà alla storia con il nome di EXPO. È il 1851 quando viene allestito proprio l’Hyde Park per l’occasione, e viene allestito in grande stile.

Pochi decenni dopo per lo stesso motivo sarà edificata la Torre Eiffel a Parigi, ma a Londra è preferito un palazzo: è con la supervisione dell’architetto Joseph Paxton che viene innalzata una gigantesca costruzione in vetro, massima espressione di un rivalutato e reinterpretato stile vittoriano. Prende vita il Crystal Palace. L’edificio per questioni di gestione dello spazio – ostruirebbe la vista dell’imperioso Buckingham Palace – viene tuttavia smantellato e ricostruito a Sydenham Hill, dove gode del giusto risalto nella collina più alta della città più importante.

L’area urbana attorno al palazzo è un paradiso, ci sono ovunque bambini che si divertono e persone felici che passeggiano: è un clima che evoca sport, e quando si parla di sport e lo si fa in Inghilterra, tutto questo non può che diventare realtà.

Ovviamente il prediletto di quel tempo è il cricket, ma i lavoratori vogliono cambiare, si racconta di sport del popolo, si racconta di football, un gioco che da Sheffield si sta espandendo sempre di più.

Inizialmente i più ricchi frequentatori della zona stanno solo a guardare e prendere in giro i Glaziers, che fondamentalmente sono coloro che lucidano i vetri, quelli che vestono peggio e che parlano male anche la lingua del loro stesso stato. Però si divertono, e chi gioca a cricket, il gioco da gentlemen, non riesce a capire il motivo di questa sfarzosità. I vetrai non vengono capiti dai loro connazionali, ma incredibilmente si trovano in sintonia con gli stranieri: c’è un gruppo di indiani in una collina vicina che ama il cricket – famosissimo anche a Nuova Delhi – ma che è aperto da subito al cambiamento, sono “the aliens of Gipsy Hill“. Nasce un’amicizia intercontinentale ma anche una rivalità, i Glaziers appuntano ogni singola vittoria su una sorta di editoriale, lo chiamano Crystal Palace Magazine, prevalgono in tutti i quasi cinquanta incontri, gli indiani non erano nulla di che ma erano comunque attratti da queste persone e da questo gioco.

La tradizione non dura qualche mese, ma undici lunghissimi anni, prima della svolta definitiva che avviene nel 1905: nessuno resiste più al fascino del football. Si sogna in grande in un colle che tocca il cielo, ma arriva subito la prima delusione, quella del mancato via libera per entrare a far parte della Football League; ci si accontenta della Southern League, perché la volontà di giocare è troppo forte e nessuno molla, neanche dopo la Grande Guerra. Viene acquistato lo stadio “The Nest”, letteralmente “il nido”, da questo posto nascerà il simbolo che caratterizzerà la squadra per un secolo, quello dell’aquila. Qualche anno dopo, nel 1936, il palazzo di cristallo verrà distrutto da un incendio, ma non lo sarà mai nella storia di una magica collina che veglia su Londra.

È così che i Glaziers diventano Eagles, aquile reali pronte a proteggere un palazzo di cristallo perduto.

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