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Tutto quello che c’è da sapere su Matija Popović al Napoli

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Secondo quanto riporta il giornalista di Sky Gianluca Di Marzio, è fatta per l’arrivo dell’attaccante serbo Matija Popović al Napoli. Gli azzurri hanno approfittato della situazione di confusione creata dal Milan, che aveva in pugno il giocatore ma ha poi fatto un passo indietro. In questo articolo andremo a vedere quello che il ragazzo ha fatto finora, i dettagli dell’operazione e cosa potrebbe dare – nell’immediato e in futuro – alla nostra Serie A.


La (breve) carriera di Matija Popović

Matija Popović è un ragazzo giovanissimo, appena maggiorenne – ha compiuto la maggiore età l’8 gennaio –, motivo per il quale non si potrebbe nemmeno parlare di “carriera” per quanto riguarda quello che ha fatto nel calcio, ma approfondiamo quanto ha mostrato nelle giovanili.

Inizia a calciare il pallone nell’Under-15 del Vojvodina, squadra che porta il nome della regione più a nord della Serbia. Nonostante sia nato ad Altötting, in Germania, il ragazzo è infatti cresciuto nei Balcani, e anche in ambito internazionale ha scelto per il momento di rappresentare le Aquile Bianche – in futuro potrebbe chiaramente cambiare idea, non avendo ancora debuttato con i grandi.

Nel 2021 passa al Partizan di Belgrado, uno dei laboratori calcistici più importanti d’Europa – uno studio del CIES del 2020 li ha visti al primo posto tra i vivai che esportano più giocatori nei campionati di primo livello. Dal club bianconero, solo negli ultimi anni, sono infatti usciti giocatori del calibro di Stevan Jovetić, Aleksandar Mitrović e Dušan Vlahović.

Per farvi capire il potenziale del giocatore, lo scorso ottobre il Guardian ha stilato la sua annuale lista dei talenti di 17 anni – in questo caso classe 2006 – e Matija è presente, insieme a coetanei del calibro di Endrick del Real Madrid, Warren Zaïre-Emery del Paris Saint-Germain, Claudio Echeverri del Manchester City e il neo-acquisto della Juventus Vasilije Adzic – tra gli italiani c’è invece Simone Pafundi, insieme a Mattia Mannini della Roma e Tommaso Martinelli della Fiorentina.

Chiaramente a questa età è molto facile perdersi in un bicchier d’acqua, ma il talento c’è ed è certificato da quello che ha messo in mostra nella scorsa stagione con l’Under-17 del Partizan. I crno-beli sono arrivati secondi nel campionato giovanile serbo, a pari punti con la Stella Rossa – campione per la differenza reti –, e Matija Popović è stato l’assoluto trascinatore della squadra con 20 gol e 5 assist in 24 partite.

Se molto probabilmente nessuno di voi segue i campionati giovanili serbi, i più appassionati dei tornei internazionali potrebbero averlo già visto all’opera. Questa estate ha infatti giocato l’Europeo Under-17 in Ungheria, affrontando e battendo anche l’Italia di Bernardo Corradi. In quella partita, come nel resto del torneo, è stato protagonista assoluto, con due assist. La Serbia si è poi arresa ai quarti di finale alla Polonia, rivelazione del torneo.

In occasione dell’1-0 – minuto 3:21 – brucia prima in velocità il centrale della Juventus Alessandro Bassino, che non riesce a contenerlo nemmeno trattenendolo, e poi lo manda a vuoto con una “Ronaldo chop”, prima di servire una palla solo da spingere dentro per il compagno Andrija Maksimović. Uno strapotere atletico che ha mostrato anche nel secondo gol – minuto 6:27 –, in cui salta secco l’altro centrale, Giorgio Vezzosi del Sassuolo, dopo un doppio passo, per poi servire Mihajlo Cvetković.


Quanto costerebbe Popović al Napoli?

Quello che rende ancor più interessante l’acquisto di Popović è il fatto che il ragazzo arriverebbe al Napoli a parametro zero. Il suo contratto con il Partizan è scaduto infatti il 31 dicembre 2023.

Non si conoscono ancora le cifre del contratto che firmerebbe, ma possiamo immaginare che siano comunque abbastanza contenute, trattandosi di un ragazzo che non ha ancora debuttato tra i professionisti.

Come sempre, quando si prende un giocatore free agent, dire che i costi siano zero è chiaramente un errore, ma sono sicuramente ridotti rispetto a quanto non sarebbero stati con un contratto in essere. Nonostante il ragazzo sarà svincolato, ci saranno infatti da pagare le commissioni all’agente, che – come dicevamo per lo stipendio – non dovrebbero essere altissime, ma potrebbero comunque essere importanti vista la concorrenza agguerrita di diversi top club europei.

Inoltre, nonostante il contratto scaduto, al Partizan dovrebbe essere riconosciuto il premio di formazione, previsto dalla FIFA per i giovani giocatori non professionisti messi sotto contratto da club che non li hanno formati.


Che giocatore è Matija Popović e come può aiutare il Napoli

Come abbiamo già visto nelle immagini della gara contro l’Italia Under-17, Popović è un giocatore interessante e molto particolare: è alto 193 centimetri, ma al contrario di quello che si potrebbe immediatamente pensare non è un classico centravanti d’area di rigore, anzi.

Ama giocare sull’esterno, in particolare a sinistra, dove può mettere in mostra una delle sue abilità principali: il dribbling, che esegue in vari modi. È infatti un giocatore dotato di grande tecnica e controllo palla, tramite i quali può dribblare nello stretto, ma anche e forse soprattutto un atletismo fuori dal comune, che gli permette di viaggiare a grandi velocità e di reggere fisicamente agli urti avversari. Chiaramente questi aspetti sono ancor più avvantaggiati dal fatto di aver giocato esclusivamente in campionati giovanili, dove tutte le fisicità sono meno strutturate. Inoltre, si lascia spesso andare a delle giocate spettacolari ma non funzionali, che ad alti livelli potrebbero risultare vanesie.

Le sue capacità tecniche non si limitano però solo al dribbling, è infatti un calciatore molto inventivo e abile nel raccordo e nell’assist – sia quelli più elementari che quelli più complessi. Il suo piede forte è il destro ma utilizza senza troppi problemi anche il mancino.

Paradossalmente, le sue doti che spiccano meno sono quelle della finalizzazione – nonostante i tanti gol – e il colpo di testa, nel quale ha spesso la meglio più per una questione di stazza che “tecnica”.

Popović è un giocatore molto duttile: può ricoprire praticamente tutti i ruoli dell’attacco. Può diventare tante cose in futuro – un’ala, una punta, un trequartista, forse anche una mezzala –, perché ha le caratteristiche per farlo, ma molto dipenderà dalla sua volontà e dalla sua indole, sempre decisive in questo aspetto.

Il Napoli aveva intenzione di darlo in prestito secco al Frosinone, squadra con la quale aveva trovato un accordo, ma anche in questo caso è saltato tutto a causa degli slot per gli extracomunitari a disposizione del club giallazzurro. In terra ciociara avrebbe avuto la possibilità di trovare spazio ed essere valorizzato, sotto l’attenta guida di Eusebio Di Francesco, e invece andrà in prestito al Monza, dove troverà un tecnico altrettanto bravo come Raffaele Palladino, ma che di solito tende a valorizzare maggiormente i calciatori di proprietà del club, come abbiamo visto anche con l’utilizzo di Valentín Carboni dell’Inter. In Brianza avrà comunque tempo e modo per ambientarsi al campionato, un aspetto necessario e non trascurabile anche perché non gioca una partita proprio dall’Europeo di questa estate, e dovrà recuperare la condizione atletica. Il Partizan lo ha infatti messo fuori rosa per la sua scelta di non firmare il rinnovo con loro – e la proposta pare fosse la più ricca mai fatta ad un prodotto del vivaio bianconero – e non ha ancora fatto un minuto in questa stagione. Proprio per questo motivo non ha ancora debuttato tra i professionisti.

L’acquisto di Popović si può dunque considerare un colpo per il futuro, in continuazione con il lavoro che il Napoli sta conducendo nell’ambito del player trading e della sostenibilità economica. Come abbiamo visto, il talento per diventare un grande giocatore lo ha, adesso ci sarà da capire se avrà la testa per giocare a questi livelli, perché quella, come sempre, è la cosa più importante di tutte.

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