Wunderteam

La leggenda del Wunderteam

Squadre storiche Storia del calcio

Il 16 maggio 1931 a Vienna i maestri britannici perdono la loro invincibilità: la Scozia è ospite dell’Austria di Hugo Meisl. Il tabellino finale dice 5-0 per i padroni di casa, il primo capitolo della Storia del Wunderteam è appena stato scritto.

Prima di parlare del Wunderteam è necessario però fare una premessa. Siamo appena entrati nel decennio probabilmente più buio della storia umana. È però anche il decennio che segna il definitivo sviluppo del gioco del calcio, grazie soprattutto alla creazione del Campionato del Mondo per Nazionali, che ha visto nell’Uruguay il primo vincitore. Il calcio si sta evolvendo dal punto di vista fisico ed atletico, ma soprattutto riguardo la tattica. La cosiddetta piramide (una sorta di 2-3-5) è ormai superata e la scuola di pensiero si divide tra il Metodo (2-3-2-3) di Vittorio Pozzo e il Sistema (3-2-2-3) di Herbert Chapman.

Due scuole di pensiero totalmente differenti, una più improntata su uno stile più atletico e veloce (il Sistema adottato dai britannici e dagli uruguagi campioni mondiali), l’altra caratterizzata da maggiore solidità e concretezza.

Se il Sistema inizialmente sembrava potesse ottenere più fortuna, saranno invece i due massimi esponenti del Metodo a soverchiare lo stile inglese: Vittorio Pozzo e il suo rivale Hugo Meisl.

 

 

E qui inizia la Storia del Wunderteam. Hugo Meisl è un ex-giocatore ed ex-arbitro, ha già allenato la Nazionale austriaca (debuttando con una vittoria per 1-3 sull’Italia) e si è insediato per la seconda volta su questa panchina.

Il secondo protagonista è invece Jimmy Hogan, ex-calciatore ed allenatore inglese. È stato uno dei primi cosmopoliti del calcio, allenando ben tre diverse Nazionali e in tutta Europa, vincendo ben 7 campionati ungheresi. Il vero miracolo lo ha però compiuto con la Svizzera, che ha portato fino alla finale delle Olimpiadi del 1924, prima di doversi arrendere a quell’Uruguay che avrebbe da lì a poco inaugurato un periodo di 6 anni di soli successi.

Come detto Meisl è un fautore del Metodo, la voglia d’innovazione lo porta però a confrontarsi spesso con lo stesso Hogan, all’epoca allenatore dell’Austria Vienna. Meisl, a differenza di Pozzo, disprezza l’estrema tatticità di questo stile di gioco e vorrebbe invece aggiungere un pizzico di stravaganza e spettacolo alla sua squadra. Nasce quindi così il sodalizio con l’inglese, amante del rapido e bel gioco previsto dal Metodo. I due diventano quindi gli attori protagonisti della rivoluzione, dando inizio allo splendore del calcio danubiano.

Alla rigidità e alla diligenza del Metodo vengono aggiunti anche gli scambi in velocità e l’interscambio delle posizioni in cambio, disdegnando quindi di più l’uso del contropiede. Il modulo utilizzato resta il tipico WW. È tutto pronto per la nascita del Wunderteam.

La squadra delle meraviglie nasce ufficialmente il 16 maggio del 1931. Come detto la Scozia arriva a Vienna e subisce una sonora sconfitta per 5-0, che sancisce la fine dell’imbattibilità delle nazioni britanniche. La prima marcatura per gli austriaci la realizza la punta sinistra Anton Schall, l’ultima la punta centrale, nonché fiore all’occhiello della rosa, Matthias Sindelar. Carta velina è al momento con Meazza il miglior giocatore del mondo e reinventa magistralmente il ruolo della punta, dando essa una connotazione meno statica e più evoluta tecnicamente, portando alla creazione del ruolo del falso nueve.

Da quel punto il Wunderteam è un treno che non ne vuole sapere di arrestarsi: la serie di 14 risultati utili consecutivi tra il 1931 e il 1933 conduce alla vittoria della Coppa Internazionale 1932 e la candida come una delle squadre più forte del decennio. Alcune partite sono però più memorabili di altre.

Prima fra tutte il 5-0 rifilato alla Germania con la tripletta di Sindelar. Sempre il Mozart del calcio risulta decisivo con una doppietta nella prestigiosa vittoria contro l’Italia, in una sfida caratterizzata da due dei massimi esponenti calcistici dell’epoca, Meisl e Pozzo. Vi è poi la rotonda vittoria per 8-2 contro gli Erzrivalen (nemici giurati) dell’Ungheria, con tripletta di Sindelar e poker di Schall.

La prima caduta della Squadra delle meraviglie avviene il 7 dicembre 1932, quando a Stamford Bridge gli inglesi si impongono per 4-3. Zischek e Sindelar non bastano a regalare un risultato di prestigio all’Austria, che esce però tra gli applausi del pubblico e dei giornalisti inglesi, grazie ad un secondo tempo letteralmente dominato.

L’ultima partita del Wunderteam completo si ha il 12 febbraio successivo, quando a Parigi la Nazionale francese viene umiliata per 4-0. La partita ha messo in luce tutte le doti del portiere Hiden, che viene convinto dal presidente del Paris FC a trasferirsi all’ombra della Tour Eiffel. Termina in questo modo la sua avventura con la Nazionale, dando il via all’esodo di altri componenti della Squadra delle meraviglie.

Il tabellino del Wunderteam recita quindi alla fine 15 partite, costellate da 12 vittorie e 2 pareggi, a fronte dell’unica sconfitta inflitta dai maestri inglesi. La differenza reti dice +44, grazie ai 62 gol realizzati contro i 18 subiti. A guidare la classifica delle realizzazioni c’è Anton Schall con 19 marcature, a distanza seguito da Matthias Sindelar fermo a quota 12.

Nel 1934 in Italia si disputa la seconda edizione della Coppa del Mondo. Data l’assenza dei campioni in carica dell’Uruguay e della fortissima Inghilterra le aspettative sono tutte sull’Italia di Pozzo e l’Austria di Meisl. L’incontro tra i due avviene durante le semifinali, quando gli azzurri risolvono la pratica grazie ad un discusso gol del romanista Enrique Guaita. L’Austria conclude il suo torneo al quarto posto dopo un’ulteriore sconfitta contro la Germania, ma portandosi a casa gli scalpi prestigiosi della Francia e dell’Ungheria.

Due anni più tardi si assiste all’ultimo torneo pre secondo conflitto mondiale. Berlino ospita la XI edizione dei Giochi Olimpici moderni, nel torneo calcistico è ancora Vittorio Pozzo a negare a Hugo Meisl la gloria. In finale infatti gli austriaci si devono piegare ancora agli azzurri, guidati questa volta da Annibale Frossi che con una doppietta rende inutile il gol di Kainberger.

 

 

È la fine definitiva del calcio austriaco. Hugo Meisl si spegne nel febbraio del 1937; il 10 aprile 1938 Hitler dichiara l’Anschluss, ovvero l’annessione austriaca alla Germania nazista. Le leghe calcistiche diventano mere leghe divisioni dilettantistiche tedesche, Sindelar e compagni sono impossibilitati a vestire nuovamente la maglia rossa. L’ultima apparizione della Nazionale avviene in occasione della partita della riunificazione, vinta per 2-0 contro la Germania grazie ai gol si Sindelar e Sesta.

Con la misteriosa morte di Sindelar nel 1939 si chiude quindi un decennio magico che ha dato vita ad una delle squadre più emozionanti di sempre, capace di anticipare di circa 40 anni l’Olanda del grande Ernst Happel.