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Monaco, il sodalizio monegasco della Ligue 1

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Come è noto, ogni campionato di calcio – a parte quelli transnazionali del Nord America – allinea tra le proprie fila le società del relativo Stato di appartenenza: Italia, Francia, Germania e via discorrendo.

Tuttavia, in alcuni casi, tali competizioni annoverano compagini forestiere, in quanto provenienti da Stati non aventi – per vari motivi – una loro Federazione calcistica, oppure con la cui Federazione che organizza solamente la Coppa Nazionale.

Il secondo caso riguarda, ad esempio, il Liechtenstein, nel quale viene organizzata la sola Coppa, sicché le compagini di tale Stato partecipano al campionato svizzero, mentre il primo riguarda il Principato di Monaco, la cui Federazione – la Monaco Football Association – non è riconosciuta né dall’UEFA né dalla FIFA, motivo per il quale l’AS Monaco è inserito nel contesto calcistico francese.



Il Monaco consiste indubbiamente nel più illustre dei sodalizi militanti in campionati stranieri o, se ci è consentita la forzatura, di sodalizi fuori posto: 8 scudetti, 5 Coppe Nazionali, 1 Coppa di Lega, 1 Coppa Charles Drago, 4 Supercoppe Francesi e 3 Coppe delle Alpi rendono i monegaschi il quinto club più titolato di Francia.

Oltre a tali allori, i biancorossi vantano il successo in un’edizione del campionato di seconda divisione e il raggiungimento di due finali delle Coppe Europee, per la precisione della Coppa delle Coppe 1991/1992 – persa per 2-0 contro il Werder Brema – e della Champions League 2003/2004 – persa per 3-0 contro il Porto del non ancora Special One José Mourinho.

Parafrasando il motto di un’emittente radiofonica italiana del Principato di Monaco, la compagine biancorossa potrebbe essere tranquillamente e precisamente definita quale il sodalizio monegasco del campionato francese.

Il club presenta i colori sociali del Principato di Monaco – il bianco e il rosso – e un particolarità per quanto riguarda la maglia da gioco – ideata dalla principessa Grace Kelly –, consistente in una metà bianca e in una rossa ma divise diagonalmente e non orizzontalmente come nella bandiera nazionale.

Fondato il 23 agosto 1924 dall’unione delle squadre Swimming Club, Monaco Sports, A.S. Beausoleil, Étoile de Monaco e Riviera A.C., il Monaco raggiunge per la prima volta la massima divisione nel 1953, per poi conseguire i primi allori sotto la guida del tecnico Lucien Leduc: alla Coppa di Francia 1959/1960 fanno, infatti, seguito il primo scudetto nel 1960/1961, la Coppa Charles Drago nella medesima annata, la Supercoppa Francese nel 1961 e lo storico double campionato-Coppa di Francia nella stagione 1962/1963.

Dopo alti e bassi, il sodalizio torna al vertice a fine anni Settanta, trascinato dalle realizzazioni dell’attaccante italo-argentino Delio Onnis – tuttora miglior marcatore del campionato transalpino –, conquistando la promozione in massima divisione nel 1976/1977, lo scudetto nel 1977/1978, la Coppa delle Alpi nel 1979 e la Coppa di Francia nel 1979/1980.

Tra scudetti e Coppe, il Monegu – questo il nome nell’idioma locale, consistente in una variante del dialetto ligure – è da quei giorni nell’élite del calcio francese, seppur con la macchia di due stagioni in seconda divisone, nel 2012/2013 e nel 2013/2014.

Passato quel biennio nero, i biancorossi hanno riconquistato il loro posto tra le grandi, consistendo tuttora nell’unico club ad aver interrotto il dominio del Paris Saint-Germain: il successo monegasco nella Ligue 1 del 2016/2017 consiste, infatti, nell’unica edizione del campionato transalpino non vinta dai parigini dal 2012/2013 in poi.

Il bellissimo e polifunzionale stadio del Monaco, dedicato a Louis II – cioè il regnante dal 1922 al 1949 –, ha la particolarità d’essere ubicato nei pressi del confine con la Francia, che corre lungo la strada immediatamente dietro la curva sud: pur con una capienza di poco più di 18mila spettatori, il complesso è uno dei migliori d’Europa, il che dal 1998 al 2012 lo rese sede fissa della Supercoppa Europea.

Piccolo excursus quasi polemico: quando una compagine affronta il Monaco al Louis II, affronta sì una compagine francese – poiché i monegaschi rappresentano tale Federazione –, ma non gioca in Francia, bensì nel Principato di Monaco. Principato di Monaco, appunto, non Monte Carlo: Monte Carlo, nonostante sia il più importante, consiste solamente in uno dei quattro quartieri che compongono lo Stato.

Queste sono, sostanzialmente, le due impegnative sfide extracalcistiche nelle quali è da tempo immemore impegnato il Monaco: far comprendere che il partecipare alla Ligue 1 non significhi essere francese e che Monte Carlo è solo una parte dello Stato. Sfide difficilissime, come da sempre è lo spezzare un’abitudine: molto più difficili del raggiungere la finale di Champions League, traguardo che il Monaco ha già tagliato oltre tre lustri fa.

I biancorossi, sodalizio monegasco del campionato francese, continuano imperterriti per la loro strada, restando tra le grandi del campionato transalpino e impegnandosi affinché il prima possibile giunga il giorno nel quale realizzare quel grande sogno europeo appena sfiorato il 26 maggio 2004.

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