Chelsea Di Matteo

La favola europea del Chelsea di Roberto Di Matteo

Calcio Europeo Le Squadre PSS Slider

Anno solare 2011, nonostante sia riuscito a conquistare 3 delle ultime 6 Premier League, il Chelsea si trova ogni anno in continua lotta con la sfortuna e l’inesperienza in Champions League, competizione mai vinta dal club inglese: lo scivolone di Terry, il disastro arbitrale di Ovrebo e il gol/non gol di Garcia sono solo alcuni degli esempi.

Finita l’era Ancelotti, Roman Abramovič sceglie di puntare su André Villas-Boas, che l’anno prima aveva vinto l’Europa League con il Porto, e che era considerato da molti, almeno all’epoca, il ‘nuovo Muorinho‘, uno che da quelle parti aveva lasciato un bel ricordo. Le cose, però, non vanno bene: in campionato i blues sono fuori dalla zona Champions, e, dopo l’1-3 rimediato al San Paolo contro il Napoli di Walter Mazzarri, hanno pure un piede fuori dalla Champions. Il portoghese viene esonerato, al suo posto, con pochissime aspettative reali e la sola voglia di portare a termine il prima possibile la disastrosa stagione, viene incaricato il suo secondo: inizia la favola del Chelsea di Roberto Di Matteo.



L’allenatore italiano – che fino a quel momento aveva a referto solo una stagione in terza divisione inglese con l’MK Dons, metà in seconda con il West Bromwich e un’altra metà in prima sempre con i Baggies, prima di essere esonerato – ridisegna il Chelsea, affidandosi alla vecchia guardia e al 4-2-3-1, anche se, spesso, lo schieramento sarà più un ‘Drogba davanti e più indietro tutti quanti‘.

Nella gara di ritorno degli ottavi di finale della Champions League avviene la prima delle incredibili vittorie europee, e non è una semplice vittoria, è un 4-1 che ribalta clamorosamente la partita con il Napoli. Allo Stamford Bridge, con due bellissimi colpi di testa di Didier Drogba e capitan John Terry, un rigore di Frank Lampard e un tiro di potenza di Branislav Ivanović ai supplementari, Di Matteo mette il primo pesantissimo mattone di quella che sarà l’incredibile cavalcata europea del Chelsea. Il gran gol di Inler nel secondo tempo rinvia solamente la sentenza: i blues riesce ad accedere ai quarti di finale, dove affronteranno il Benfica.


Contro i portoghesi, il tecnico, un po’ a sorpresa, lascia fuori Didier Drogba in favore del niño Torres, che ripaga la fiducia servendo a Salomon Kalou l’assist per il gol decisivo dell’andata: 0-1 a Lisbona e semifinali più vicine. Al ritorno i padroni di casa vanno in vantaggio subito con un gol del solito Lampard dal dischetto, ma rischiano dopo il pareggio di Javi García, finale arroventato con i portoghesi riversati tutti in avanti nonostante l’uomo in meno, ma Raul Meireles trasforma una delle ultimissime azioni da difensiva a offensiva, recuperando il pallone e involandosi verso la porta avversaria, dove riesce a trafiggere il portiere con un gran destro. Il sogno continua, il Chelsea in semifinale affronterà il Barcellona di Pep Guardiola campione in carica.

Chelsea Di Matteo




Due anni dopo l’assurda sfida che vide Ovrebo protagonista, a Stamford Bridge, il Chelsea torna ad ospitare i blaugrana. I londinesi impostano una partita iper-difensiva, il Barça si rivela sfortunato – coglie una traversa con Alexis Sánchez e un palo con Pedro – e sprecone. La vendetta è, come sempre, un piatto che va servito freddo, e il cameriere che si occupa di questa mansione è Didier Drogba, che con una zampata delle sue decide il match. Il Chelsea e Di Matteo riescono a cogliere il massimo, la gara d’andata si chiude sull’1-0 per i blues.

Il momento di gioire, però, dura davvero poco: dopo 44 minuti, al Camp Nou, nella gara di ritorno, il Barcellona ha già ribaltato il risultato dell’andata, con i gol di Sergio Busquets su assist di Isaac Cuenca e Don Andrés Iniesta su assist di Messi, con il Chelsea che ha perso Cahill per infortunio e che si ritrova in 10 uomini a causa di una irresponsabile e sciocca ginocchiata di John Terry ai danni di Sánchez. Proprio quando il primo tempo si avviava verso lo scadere, una geniale imbucata di Lampard premia la corsa di Ramires, che con un grande colpo sotto riesce a segnare, riportando i blues al vantaggio complessivo. Nel secondo tempo il Chelsea si prepara ad una vera e propria guerra, i 10 di mister Di Matteo mettono l’elmetto e si rifugiano in trincea, consapevoli dell’autentico miracolo sportivo che serve per fermare quel Barcellona in quelle condizioni. Messi stampa un calcio di rigore sulla traversa, e il Chelsea resiste. Sánchez segna, ma in fuorigioco, e il Chelsea resiste. Messi calcia da fuori e trova il palo, e il Chelsea resiste. Poi qualcosa cambia, la resistenza del catenaccio si trasforma nella prepotenza del contropiede, con Fernando Torres che riparte veloce in solitaria, c’è solo Víctor Valdés a separarlo dal gol, ma il portiere spagnolo viene saltato e al niño non resta altro che firmare la certezza dell’impresa: il Chelsea è in finale di Champions League.

Chelsea Di Matteo

La finale, come il resto del percorso dei londinesi, è un accumulo continuo di sofferenze: all’Allianz Arena c’è una squadra più forte dell’altra in campo, e sono i padroni di casa del Bayern Monaco – guidati da Jupp Heynckes –, che escluso qualche sprazzo di Drogba, dominano in lungo e in largo, e riescono a raccogliere i frutti del proprio gioco all’83’ minuto, con il colpo di testa schiacciato di Thomas Müller. Ma, così come è avvenuto durante il resto del percorso, anche stavolta l’accumulo di sofferenza porta a un’esplosione di gioia, che arriva a 2 minuti dalla fine, con il gol, tanto per cambiare, di Didier Drogba, che chiude i tempi regolamentari sul risultato di 1-1.

Nei primissimi minuti del primo tempo supplementare, Drogba atterra ingenuamente in area Ribéry, causando il rigore per il Bayern Monaco. Proprio l’uomo che ha trascinato più e più volte il Chelsea, potrebbe consegnare virtualmente la coppa ai tedeschi. Sarebbe un pessimo finale per una favola, ed è proprio per questo motivo – oltre che per una buona dose di talento – che Petr Čech riesce a ipnotizzare Arjen Robben dagli 11 metri, e mantenere vive le speranze dei blues. I tempi supplementari non sono bastati per sancire un vincitore, si andrà ai calci di rigore.

Davanti a un vero e proprio muro rosso, ancora una volta, le cose partono male per il Chelsea. Neuer para subito un rigore a Mata, ma la squadra di Di Matteo non si scompone e mette a segno tutti i tiri dal dischetto, nella speranza di un errore degli avversari o una parata di Čech, che arriva al quarto rigore, sul tiro di Ivica Olić, e ad esso si aggiunge, nel rigore successivo, un palo colpito da Bastian Schweinsteiger, che permette a Didier Drogba, sempre lui, meravigliosamente lui, di calciare il rigore decisivo: rincorsa corta, palla da una parte, portiere dall’altra. Di Matteo ce l’ha fatta davvero, il Chelsea è Campione d’Europa per la prima volta nella sua storia.

A volte il destino fa degli scherzi, e questo, per il Chelsea, è il miglior scherzo della sua storia: tutti gli allenatori scelti per vincere quella dannata coppa non ce l’hanno fatta, e il destino ha voluto che a riuscirci fosse il traghettatore che avrebbe dovuto solamente concludere una stagione ormai irrecuperabile, creando un’ossatura granitica e arrivando ai risultati con un gioco brutto ma efficace, basato sulla fase difensiva e, soprattutto, sullo spirito di gruppo.


Condividi su...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter