Donnarumma

Gigio Donnarumma, il peso delle responsabilità

Calcio Italiano I Personaggi PSS Slider

«Bisogna dare responsabilità al ragazzo, in quanto questo è di gran lunga il miglior mezzo per formarne il carattere». Questa frase non è stata pronunciata né da un allenatore né tantomeno da un dirigente, bensì da un militare britannico, Robert Baden-Powell, fondatore dello scautismo e di un metodo pedagogico che tramite obiettivi fisici e mentali si pone il fine di formare un individuo che sia in grado di servire la comunità. Questa frase potrebbe perfettamente sintetizzare l’inizio della carriera di Gianluigi Donnarumma, un ragazzone che ha bruciato in maniera sorprendente le tappe, fino a diventare il titolare del Milan e a raccogliere il testimone di una leggenda come Gianluigi Buffon come estremo difensore della porta della Nazionale italiana.



Donnarumma entra nelle vite dei tifosi del Milan e degli appassionati di calcio il 25 ottobre 2015 quando, a soli 16 anni e 8 mesi, fu schierato titolare da Siniša Mihajlović nella partita casalinga contro il Sassuolo, diventando il portiere più giovane nella storia della Serie A a disputare una partita del primo minuto. L’incontro finì 2-1 per i rossoneri e Donnarumma mostrò subito una grande sicurezza in mezzo ai pali, sbavando solo sulla punizione realizzata da Domenico Berardi in cui il portiere originario di Castellammare di Stabia fu preso in controtempo dal tiro indirizzato sul secondo palo da parte del 25 neroverde.

Nonostante nell’ambiente rossonero, già dal ritiro precampionato, circolasse con insistenza la voce che il giovanissimo talento potesse diventare titolare in pianta stabile già in quella stagione, sembrava comunque inverosimile che dopo un mercato da 100 milioni e una stagione partita con gli auspici del rilancio, Mihajlović potesse concedere ad un adolescente il ruolo più delicato della squadra. Il tecnico serbo non era dello stesso avviso, infatti Gigio la porta del Milan non la mollerà più, disputando tutte le restanti partite di campionato, concedendo 29 gol e collezionando 11 clean sheet.

Grazie alle sue ottime prestazioni, Donnarumma fu una delle poche note liete della stagione rossonera, che dopo l’esonero di Mihajlović e la breve parentesi di Cristian Brocchi, terminerà il campionato all’ottavo posto, fuori da tutte le competizioni europee e con l’amara finale di Coppa Italia contro la Juventus, in cui un Milan battagliero si dovette arrendere alla superiore qualità dei bianconeri, grazie ad un gol di Álvaro Morata nei supplementari che decretò il risultato di 1-0.

Donnarumma già nella sua prima stagione si fa notare per la sua stazza imponente – 196 cm per 90 kg – e per un’esplosività che lo rende in grado di compiere interventi proibitivi, oltre ad avere un ottimo controllo dello spazio aereo. L’aspetto su cui deve lavorare molto riguarda il gioco con i piedi, l’unico fondamentale che gli manca e che sta diventando sempre più imprescindibile per i portieri odierni.



La stagione 2015/2016 di Donnarumma impressionò gli addetti ai lavori anche per i margini di miglioramento che intravedevano in Gigio. Margini di miglioramento che sembravano raggiunti già nell’immediato avvio della stagione successiva, quando il giovane portiere regalò i 3 punti alla sua squadra alla prima partita di campionato neutralizzando un rigore al 90′ di Andrea Belotti nel 3-2 a San Siro fra il Milan e il Torino di Mihajlović.

Iconico il sorriso dell’allenatore serbo, beffato proprio dal giocatore che ha lanciato

Il momento d’oro che il ragazzo stava vivendo venne coronato con il debutto nella Nazionale maggiore, contro la Francia, in una partita che segnò anche il debutto di Giampiero Ventura sulla panchina degli azzurri.

Il girone d’andata 2016/2017 di Donnaruma è folgorante, come folgorante fu l’andamento di tutta la squadra guidata da Vincenzo Montella, che concluderà al terzo posto le prime 19 giornate, impreziosite dalla conquista della Supercoppa Italiana a Doha, battendo la Juventus ai rigori. Le migliori prestazioni di Gigio furono proprio quelle contro i bianconeri, sia in campionato che in Supercoppa. Nella partita di campionato a San Siro Donnarumma salvò il risultato con una strepitosa parata su Sami Khedira a tempo praticamente scaduto, e a Doha parerà il rigore a Paulo Dybala, che consegnerà ai rossoneri il definitivo vantaggio durante la lotteria.

Il prosieguo del Milan in campionato nel girone di ritorno non sarà ai livelli di quello d’andata, la compagine rossonera scivolerà al settimo posto, riuscendo però a centrare una qualificazione per l’Europa League – seppur dovendo passare per i preliminari –, ma a segnare in maniera indelebile quella stagione fu la cessione della società a Yonghong Li da parte di Silvio Berlusconi, mettendo così la parola fine ad un trentennio costellato di trionfi nazionali ed internazionali.



L’estate 2017, nei pressi di via Aldo Rossi, fu bollente in tutti i sensi. La nuova proprietà cinese – rappresentata dall’amministratore delegato Marco Fassone e dal direttore sportivo Massimiliano Mirabelli – investì moltissimo sul mercato, spendendo oltre 200 milioni, ma in questo clima di grande entusiasmo ad alzare il polverone ci pensò proprio il giovane portiere. Il 15 giugno, durante una conferenza stampa a Casa Milan, Fassone dichiarò: «Raiola mi ha comunicato la decisione di Donnarumma di non rinnovare. È una decisione definitiva». Sempre stando all’ex AD rossonero, Donnarumma rifiutava un estensione contrattuale che avrebbe portato il suo ingaggio a 5 milioni di euro annui.

Ovviamente la vicenda divenne un caso mediatico nazionale e l’opinione pubblica puntò il dito contro Donnarumma, accusandolo di essere un individuo visceralmente attaccato al denaro. La situazione si risolse con un aumento dell’ingaggio a sei milioni più l’acquisto del fratello di Gigio, ovvero Antonio, anche lui portiere, con uno stipendio importante di un milione di euro. Nonostante il rinnovo, il rapporto fra tifoseria e Donnarumma si compromise inevitabilmente, perdendo quell’innocenza e quella purezza che solitamente contraddistingue i giovani talenti agli occhi della tifoseria del club in cui crescono, ma le accuse, oltre che sul piano morale, si trasferirono anche sul campo da gioco. In molti, dopo questa vicenda, iniziarono a mettere in discussione e sminuire le qualità di Donnarumma, che nel frattempo si rese protagonista di un non esaltante Europeo Under-21, nel quale subì anche l’umiliazione del lancio dagli spalti di banconote finte verso la sua porta durante la sfida contro la Danimarca, contraddistinta anche da fischi e striscioni di contestazione nei suoi riguardi.

La stagione 2017/2018 aggiunse ulteriore pressione sulle spalle del portiere, anche a causa delle rinnovate ambizioni del Milan, che dopo il sopracitato mercato puntava a una qualificazione in Champions League, ma dopo aver agevolmente passato i preliminari di Europa League e aver sconfitto in campionato Crotone e Cagliari, il Milan fu sconfitto per 4-1 dalla Lazio all’Olimpico, facendo suonare il primo campanello d’allarme, per poi incappare in un ruolino di marcia assai deludente che porterà all’esonero di Montella dopo uno 0-0 casalingo contro il Torino. Per rimpiazzare il tecnico campano venne chiamata una leggenda del club, Gennaro Gattuso, che, nonostante l’avvio choc con il pareggio a Benevento con gol del portiere Alberto Brignoli a tempo praticamente scaduto, riuscirà a dare continuità di risultati e ad infondere uno spirito d’identità alla squadra.

La stagione di Donnarumma spicca, oltre alle prestazioni che lo confermarono come uno dei migliori portieri del campionato, per il rinnovato rapporto di amore e odio con la tifoseria dopo i fatti dell’estate precedente, con due momenti particolarmente significativi.

Il primo non è in campo bensì nello spogliatoio prima della partita contro l’Hellas Verona di Coppa Italia, in cui le telecamere Rai colsero il giovane portiere in lacrime, consolato da Leonardo Bonucci, a causa della contestazione della Curva Sud scatenata dalle dichiarazioni del procuratore di Gigio Mino Raiola, che affermò che il rinnovo estivo di Donnarumma fu forzato da pressioni psicologiche praticate dalla società rossonera sul ragazzo. In quelle lacrime probabilmente venne fuori la vera natura umana di Donnarumma, non quella dipinta dall’opinione pubblica di un paese che a volte sembra non aspettare altro che poter accusare il prossimo sulle proprie qualità morali, ma l’anima di un ragazzo di 18 anni, che seppur privilegiato, resta un diciottenne.

L’altro momento chiave della stagione di Donnarumma è sul prato di San Siro durante Milan-Napoli, partita nella quale il portiere si esibì in quella che molti ritengono la miglior parata della sua carriera finora. All’ultimo respiro, sul punteggio di 0-0, Donnarumma si trovò a tu per tu con Arkadiusz Milik, lasciato colpevolmente solo all’interno dell’area piccola da Mateo Musacchio. Il portiere rossonero riuscì a deviare in angolo la conclusione del polacco, nonostante la distanza estremamente ravvicinata. Un intervento ai confini della realtà.




Il periodo della gestione Gattuso rappresenta sicuramente il momento più alto della carriera di Donnarumma sulla base dei risultati. La stagione 2018/2019 è la migliore in termini di punti e piazzamento – con l’obiettivo della qualificazione in Champions League svanito per un solo punto – dal dopo Allegri, sicuramente lo si deve anche alla maggiore sicurezza e confidenza che Gattuso ha saputo infondere a tutta la squadra.

Nonostante questo contesto di maggiore serenità, Donnarumma ha mostrato per la prima volta delle difficoltà a reagire all’errore in campo, soprattutto dopo il derby della Madonnina d’andata, quando un suo errore in uscita permise a Mauro Icardi di realizzare il gol vittoria per l’Inter; o nell’incontro di Marassi contro la Sampdoria, in cui sbagliò un disimpegno che costò il gol che decise l’incontro realizzato da Gregoire Defrel; errori che risulteranno decisivi per la stagione rossonera.

Un limite che sta riuscendo a limare in quest’annata, nonostante la stagione altalenante con l’alternarsi in panchina di Marco Giampaolo e Stefano Pioli, con l’esempio perfetto del match a San Siro contro l’Udinese in cui Donnarumma regalerà il vantaggio ai friulani nei primi minuti dopo un’uscita a dir poco scellerata, per poi compiere interventi decisivi nel proteggere il risultato che vedrà i rossoneri uscire vincitori per 3-2.

Non sappiamo cosa riservi il futuro per Donnarumma, non ci è dato sapere se lascerà Milano oppure diventerà una bandiera del club rossonero, ma ciò che è certo, è il fatto che sia destinato a diventare il miglior portiere della sua generazione. Secondo quanto evidenzia un recente studio del CIES – Centre International d’Etude du Sport –, Donnarumma è il giocatore che è riuscito in meno tempo a raggiungere le 50 e le 100 presenze nei 5 maggiori campionati europei, e stando ai dati sarà probabilmente anche quello che in meno tempo raggiungere gli altri obiettivi, un fenomeno di precocità pronto a diventare fenomeno in tutti i sensi.

Leggi anche: Theo Hernández, diventare uomo



Condividi su...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter