Kaio Jorge

Fonte immagine: Mattia Ciampichetti

Il potenziale di Kaio Jorge

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Il calciomercato estivo del 2021, a causa delle problematiche economiche portate dalla pandemia, è stato per la Juventus poco movimentato rispetto alle sessioni di mercato scoppiettanti alle quali la società torinese ci ha abituato nell’ultimo decennio. Il colpo principale, molto chiacchierato, è stato quello del centrocampista campione d’Europa in carica Manuel Locatelli, arrivato dal Sassuolo per una cifra vicina ai 40 milioni di euro. Chi invece è quasi passato inosservato è l’unico altro calciatore ingaggiato dei bianconeri, ovvero Kaio Jorge, attaccante brasiliano nato ad Olinda, una cittadina del Brasile che si affaccia sull’Oceano Atlantico, il 24 gennaio del 2002.



Il diciannovenne di Pernambuco porta dentro sé i geni di papà Ramos, ex giocatore professionista di futsal, e le sue prime giocate vengono messe in mostra proprio da suo padre, che inizia a pubblicare su YouTube alcuni video ritraenti le qualità del piccolo di famiglia fin dalla tenera età. È sempre il padre che nel 2011 lo propone nel calcio che conta, dopo che Kaio iniziava già a farsi notare dagli addetti ai lavori. La prima grande squadra sul suo cammino è il San Paolo, che però decide di declinare la proposta, non convinto dalle doti del ragazzo. Ramos, però, non si dà per vinto, ed ecco che sulla strada di Kaio appare il Santos, subito sbalordito da quello che il ragazzino di Olinda sapeva già fare con la palla tra i piedi.

La crescita del ragazzo nel settore giovanile del Peixe è stata costante e lo ha portato prima a debuttare tra i professionisti a soli 16 anni, diventando il più giovane di sempre a giocare con la maglia del Santos, e poi a partecipare e vincere da assoluto protagonista l’ultimo Mondiale Under-17 con la Nazionale brasiliana. Kaio Jorge è stato infatti il miglior marcatore dei verdeoro: cinque reti in sette partite, di cui due pesantissimi distribuiti tra semifinale e finale – in entrambi i casi ha segnato il gol che ha dato il via alla rimonta, di testa nella gara con la Francia e su rigore in quella successiva con il Messico.

Nei due anni successivi inizia a diventare un giocatore importante per il Santos, conquista la titolarità e mette in mostra le sue doti, attirando l’attenzione di tanti club europei, che tentano il colpo nell’estate del 2021 con il giocatore in scadenza. Milan e Benfica ci provano, ma alla fine è la Juve – che lo seguiva da più di un anno – ad avere la meglio, riuscendo a portare il giocatore a Torino per una cifra vicina ai 4 milioni tra parte fissa e bonus.

L’arrivo di Kaio Jorge alla corte di Massimiliano Allegri, un po’ a sorpresa, è stato accolto con moderato scetticismo dall’opinione pubblica italiana. Se pensiamo che stiamo parlando di un calciatore giovanissimo, proveniente dal Brasile, dalla squadra che ha dato i natali calcistici a gente come Neymar – con il quale sono già iniziati i classici paragoni del giornalismo italiano –, e che giunge nella squadra col maggior numero di tifosi in Italia, era lecito attendersi maggiore hype attorno a questo acquisto.

Probabilmente la cautela e la diffidenza con cui il grande pubblico ha accolto l’arrivo di Kaio in Italia è da ricercarsi nei numeri, nella statistica: 80 partite da professionista, 17 gol e 4 assist , che in prima analisi sembrano un po’ pochi per una punta centrale presa dalla Vecchia Signora. Questi numeri, però, vanno analizzati in maniera più approfondita.

Kaio Jorge, destro di piede ed ancora acerbo con il sinistro, agisce da punta centrale, come posizione in campo, ma come compiti e propensioni è più corretto etichettarlo come un attaccante di manovra, dalle spiccate doti atletiche nel corto e nel lungo, buona prestanza fisica e buona agilità. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, ricordate l’accenno al futsal? Kaio porta i geni e la cultura del padre, ed ai più attenti sicuramente non sarà sfuggito come porti nel suo gioco forti influenze del calcio a 5 brasiliano: è molto abile nel legare il gioco e nel mantenere il possesso del pallone anche in spazi stretti e in situazioni di raddoppio avversario. Alla sua non ancora brillante abilità con il piede debole sopperisce, nelle situazioni di manovra, con una grande destrezza nell’utilizzo dell’esterno del piede destro. È dunque da definirsi una punta mobile, non una punta d’area di rigore, e quindi non giudicabile solo ed esclusivamente sul numero di gol messi a segno finora nelle sue appena 80 partite da professionista, ricordando sempre di parlare di un classe 2002.

Ma quali possono essere i motivi per cui la Juventus ha deciso di portare subito a Torino Kaio Jorge, e di non cederlo in prestito? Abbiamo detto come e quanto Kaio sia caratterizzato da grandi doti tecniche e di quanto sia abile nel legare il gioco, aiutando così la squadra ad uscire dal pressing avversario e mantenendo qualità nello smistamento e nel primo controllo. Questa è una caratteristica ben cara ad Allegri, che ha sempre ricercato attaccanti centrali con tali peculiarità: possiamo pensare ad uno su tutti, Gonzalo Higuaín, voluto fortemente dal tecnico livornese nell’estate del 2016, maestro nel fungere da regista offensivo e da legante. Inoltre, lo scorso anno la Juventus ha riscontrato molte difficoltà quando Morata non è potuto scendere in campo per dei problemi fisici – oltre che nelle settimane successive al suo rientro, avendo ritrovato un giocatore fuori forma –, poiché, venendo meno la prima punta – la Juve non aveva infatti una riserva dello spagnolo –, la squadra faticava ad occupare l’area di rigore, fattore importantissimo e imprescindibile, al quale Kaio Jorge potrà adempiere quando chiamato in causa.

Approfondito il giocatore, analizziamo adesso l’operazione di mercato. Qual è infatti, il valore dello scouting? È forse quello di scovare calciatori con caterve di numeri e statistiche dalla loro parte, o è quello di intravedere del potenziale in ragazzi che non hanno ancora sviluppato completamente determinate qualità? Evidentemente, quest’ultima rappresenta la vera essenza dello scovare talenti, ed alla fine è ciò che crea valore ad una società, dato che i calciatori già sviluppati e con alle spalle numeri importanti difficilmente vengono pagati poco. Restando in Serie A, pensiamo al caso Shomurodov, da subito etichettato da molti lo scorso come mediocre poiché relegato fino ai 25 anni in campionati minori, e con numeri in proporzione anche peggiori rispetto a quelli di Kaio, salvo poi essere venduto quest’estate alla Roma di Mourinho per una cifra molto superiore rispetto a quella sborsata dal Genoa per portarlo in Italia – quasi il doppio già da subito, più del doppio se consideriamo i bonus e il 10% sull’eventuale futura rivendita.

Gli sviluppi e le variabili nella crescita e maturazione di un calciatore, soprattutto se giovane e proveniente dal Sud America, sono molteplici ed a volte poco controllabili, quello che è certo è il potenziale ancora inespresso di Kaio Jorge, che c’è, e si vede.

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